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Claudia Castaldo

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Napoletana, nata sotto il segno della curiosità. Laureata in Economia con specializzazione nel settore degli eventi. Divisa tra il mondo della comunicazione online e offline, ha cambiato nel tempo prospettiva imparando ad osservare le cose con “gli occhi dei (potenziali) clienti”, uno sguardo di cui – confessa – non potrebbe più fare a meno. Da 6 anni lavora nel mercato della ristorazione Fast Casual Retail come Customer Experience Analysis. “Il segreto del successo di un’azienda è imparare a dialogare con i propri clienti, ponendo loro le domande giuste in tempo utile“.

UNA CENA STELLATA A DOMICILIO

Il pollo arrosto dello chef Daniel Humm entra nelle case degli Americani

Il ristorante Eleven Madison Park, tre stelle Michelin, n. 1 al mondo nel 2017 , chiude momentaneamente al pubblico le porte del proprio ristorante situato nel cuore di New York City e, in attesa di poter accogliere di nuovo i propri ospiti, lancia il servizio Eleven Madison Park To Go, consegnando l’amata cena del famoso pollo arrosto dello chef Daniel Humm direttamente a domicilio.

I commensali (le porzioni previste posso soddisfare dalle 2 alle 4 persone) possono ricevere direttamente a casa un pollo crudo da 3,5 libbre Green Circle ripieno di brioche, foie gras e tartufo nero, da consumare insieme ad una zucca al forno con alghe e burro marrone, insalata di verdure amare, patate gratinate con parmigiano e groviera e una torta di mele con acero e mandorle.

Il pacchetto prevede, infine, un barattolo della tipica muesli del ristorante per la colazione del mattino successivo, rievocando il ricordo di un’esperienza che, questa volta, sarà di certo diversa!

Evan Sung Photo

Una cena stellata per un costo totale di $ 275, corrispondenti a 232,40 euro.

Per ogni cena acquistata, il ristorante fornirà 10 pasti ai residenti locali che soffrono di insicurezza alimentare attraverso la sua partnership con Rethink, organizzazione no profit co-fondata da Humm per affrontare la disuguaglianza alimentare e le questioni correlate della sostenibilità.

Non c’è da sorprendersi, infondo, che anche i ristoranti stellati sperimentino nuove opportunità per mantenere contatto con i propri clienti o potenziali tali. Diventa necessario constatare, infatti, che l’attuale periodo di crisi, la costretta perdita di socialità e l’esplosione dei numerosi distributori di cibo a domicilio, non fanno altro che alimentare lo sviluppo di fenomeni che alimentano sempre di più il consumo nelle proprie case.

Bisogna, tuttavia, ammettere che l’Eleven Madison Park lo fa nel modo giusto!

Per chi teme di sporcarsi le mani, il ristorante rassicura informando che non sarà necessario dedicare troppo tempo alla cucina. Il pollo sarà preparato e farcito e le istruzioni dello chef su come arrostirlo saranno incluse nel delivery box, quasi a voler confidare in via esclusiva ai propri clienti i piccoli trucchi del mestiere.

Eleven Madison Park To Go non è semplicemente un tentativo per affrontare la crisi attuale, ma parallelamente una strategia per coinvolgere emotivamente i propri clienti che potranno, in un certo senso, partecipare alla creazione di piatti stellati, vivendo l’emozione di essere contemporaneamente sous chef e consumatori, ad un prezzo tutto sommato accessibile considerato il numero di commensali che le porzioni sono in grado di soddisfare!

Le persone più creative potranno, tra le mura di casa, divertirsi nel ricreare un’atmosfera elegante e raffinata, utilizzare il famoso servizio di piatti chiuso nel mobile per le grandi occasioni e aprire la bottiglia di vino riservata ad un evento speciale.

In questo modo, il piatto stellato regalerà l’illusione di evadere dall’ambiente casalingo, negli ultimi mesi divenuto – sempre di più – cornice di ogni nostra attività quotidiana.

Da non dimenticare l’aspetto sociale al quale i clienti contribuiscono con il loro acquisto. Un motivo in più per non rinunciare a questa occasione, al momento limitata al periodo di chiusura del locale, ma probabilmente destinata ad evolversi in vista del Ringraziamento e del Natale. L’Eleven Madison Park è costretto, insieme a tante altre attività affini, a rinunciare al contatto con il proprio pubblico e dobbiamo ammettere lo fa con la vera classe di uno stellato!

Ma nella Grande Mela possono non temere! Lo chef Daniel Humm e tutto lo staff contano con impazienza i giorni prima di poter accogliere di nuovo i propri ospiti come i vecchi tempi. 

ACCOGLIENZA CONSAPEVOLE

Quando l’accoglienza è Autism friendly

Tante volte ci focalizziamo sui desideri dei nostri potenziali clienti, ma troppo spesso rischiamo di dimenticarci delle loro esigenze.

La comunicazione, l’intensità della luce, il volume della musica, la disposizione dei prodotti sono fattori studiati nella costruzione degli spazi, ma interpretati diversamente dai clienti. Tra questi ultimi, non dovremmo mai dimenticarci delle persone autistiche.

Un disturbo del neurosviluppo che oggi, purtroppo, colpisce circa un bambino ogni 70 nuovi nati. Spesso le persone autistiche non si sentono a loro agio nel fare la spesa in negozi organizzati secondo criteri tradizionali, percepiti come caotici e imprevedibili, ostacolandone la tranquillità e determinando risposte comportamentali problematiche.

Formazione del personale, comunicazione aumentativa e regolazioni acustiche e visive sono alcuni degli accorgimenti adottati dal supermercato Coop di Monza, il primo supermercato in Italia ”autism friendly” (adatto alle persone autistiche) nel settore della GDO in Europa.

L’ imprevedibilità lascia spazio al controllo

Nelle corsie del supermercato è possibile trovare pittogrammi, realizzati in collaborazione con l’associazione Alla3 Onlus, con i criteri della comunicazione aumentativa alternativa (CAA), un insieme di strategie, strumenti e tecniche messe in atto in ambito clinico e domestico per garantire la comunicazione alle persone che non possono esprimersi verbalmente.

Una comunicazione visiva riconoscibile da tutti, ma adatta a clienti con esigenze diverse, grazie alla quale l’esperienza cambia notevolmente: la persona autistica, accreditandosi all’ingresso del supermercato, avrà un depliant cartaceo in cui è rappresentata graficamente la mappa dello store, realizzata con simboli per la comprensione degli spazi che lo circondano, gli stessi che ritroverà all’ingresso delle corsie.

Ogni corsia sarà, infatti, dettagliata – sempre graficamente – attraverso un’indicazione dell’ubicazione e con l’elenco di tutti i prodotti presenti.

In tal modo, rendendo sensorialmente più comprensibile l’ambiente in cui si trova, una persona autistica sarà meno soggetta a sovraccarichi di natura sensitiva, cognitiva e/o emotiva.

L’esperienza di fare la spesa sarà, così, migliore per la persona autistica, per chi lo accompagna, per chi lo circonda e per il personale del supermercato che si troverà a dover gestire un minor numero di situazioni potenzialmente problematiche.

Inoltre, grazie alla collaborazione con l’associazione PizzAut, tutti i dipendenti del Supermercato Coop “Autism Friendly” di Monza hanno frequentato un corso tenuto da psicologi e psicoterapeuti esperti di autismo, con lo scopo di fornire loro gli strumenti per riconoscere le caratteristiche di una persona autistica e favorirne la comunicazione e la permanenza all’interno dello store.

Essi, inoltre, potranno avere priorità di servizio alle casse.

Dalla grande distribuzione al piccolo punto vendita

In America, nel New Jersey, un locale si differenzia per sensibilità e attenzione per le famiglie con persone autistiche, le quali – per evitare di sottoporre i propri figli ad un sovraccarico sensoriale causato da suoni, odori, persone e oggetti non riconosciuti – sono spesso costretti a rinunciare a pranzi e cene fuori casa.

Il Riv’s Toms River Hub risponde a questa esigenza con una sala sensoriale per bambini autistici con lo scopo di farli mangiare con le loro famiglie in un ambiente rilassato e stimolante. Ogni aspetto della sala è progettato per rendere più semplice mangiare fuori per chi è affetto da autismo: luci soffuse, una zona senza tavoli, un menu visivo dove viene rappresentato il cibo, iPad attraverso il quale i bambini potranno ordinare e attrazioni idonee ad intrattenerli e favorirne la socializzazione.

Prendiamo esempio?

Le attività commerciali hanno pieno dovere e interesse ad offrire un’esperienza accogliente e inclusiva.

A tal proposito, esistono bellissime realtà italiane, oltre a quelle menzionate in precedenza, in grado di aiutare le aziende nel rendere il proprio esercizio commerciale un luogo più accogliente per le persone con autismo e i loro accompagnatori e, allo stesso tempo, aiutare le famiglie ad individuare attività commerciali autism – friendly.

Attualmente Link@ut – autismi senza frontiere, network italiano dell’autism friendly, raccoglie 59 Link@ut Point in Italia, ovvero esercizi i cui dipendenti sono stati formati per saper dare alle persone con autismo ed alle loro famiglie una migliore forma di ospitalità, quella che viene definita accoglienza consapevole.

Un buon traguardo, ma purtroppo ancora insufficiente per accogliere gli oltre 600mila soggetti autistici in Italia, a loro volta coinvolgenti ben 6 milioni di persone a livello famigliare.

HAI MAI ASCOLTATO IL CIBO?

Food Ensemble: il primo concerto che puoi mangiare

Il cibo gioca da sempre con i nostri sensi.

L’impiattamento incuriosisce la vista, il profumo ammalia l’olfatto, la consistenza convince il nostro palato, il gusto, infine, lascia esplodere in una melodia ogni nota sensoriale.

Ma, spesso, dimentichiamo che anche i suoni possono influenzare la nostra esperienza, spostando in un verso o in un altro la percezione dei sapori. Le alte frequenze, ad esempio, ci faranno percepire maggiormente i sapori dolci, mentre alcuni toni gravi accentueranno i sapori amari.

Quando parliamo di suono, non facciamo esclusivo riferimento alle note musicali, ma anche all’affascinante rumore del cibo stesso: il sobbollire dell’acqua, lo scricchiolio di una patatina, la mescita del vino, lo scoppiettio del soffritto, la danza delle fruste tra le nuvole bianche.

Un’immersione completa

Immagina di vedere uno chef cucinare dei bellissimi piatti davanti ai tuoi occhi, senti i rumori della preparazione che riempiono la stanza, lentamente i rumori si trasformano, si sommano e diventano musica.

A questo punto, mentre stai ascoltando la composizione, puoi assaporare il piatto i cui suoni la hanno generata.

È questa la premessa di un invito a cena dello chef Andrea Reverberi, il sound designer Francesco Sarcone, sous-chef e sommelier Marco Chiussi.

Tre giovani artisti che hanno dato vita al progetto Food Ensemble, il primo concerto che puoi mangiare.

Lo sviluppo dell’idea

Partiti utilizzando strumenti di cucina come elementi musicali, hanno presto capito che mancava un elemento di connessione con il pubblico in grado di stimolarne tutti i sensi.

Hanno, così, aggiunto il cibo dando vita ad un vero e proprio spettacolo: ogni brano è composto partendo dai suoni e dai rumori prodotti dalle materie prime e dagli strumenti utilizzati per la preparazione dei piatti, lasciati poi degustare agli ospiti.

Una performance di musica e cucina, un’esperienza da vivere come un concerto, uno spettacolo da gustare come una cena. Un nuovo modo di coinvolgere gli ospiti che, da fruitori dello spettacolo, diventano parte integrante dello stesso.

Pronti ad ascoltare il suono dei loro piatti?

Ricerca, contaminazione e sperimentazione sono gli ingredienti principali di Food Ensemble.

Le degustazioni si compongono generalmente di quattro portate e relative quattro composizioni musicali.

Ogni brano è composto partendo dai suoni e dai rumori prodotti dalla realizzazione dei piatti che accompagna, campionati dal vivo. Piatti che vengono realizzati davanti agli occhi dello spettatore proprio come in uno show cooking. Musica che viene eseguita dal vivo come in un concerto live.

Nel pieno rispetto di tutti i 5 sensi, nei loro piatti nulla è lasciato al caso come conferma una delle recensioni condivise “Un’immersione fatta di ritmo, profumi, colori e richiamo all’estetica che mi ha regalato una forte sensazione di armonia e trasporto e fatto percepire che tutto fosse nel posto giusto, nel momento giusto”.

Come sviluppate l’ideazione delle vostre performance?

Partite dalla materia prima che volete utilizzare o dalla melodia che volete creare?

Ogni piatto è un viaggio a sé, a volte partiamo da un gusto che abbiamo in mente, a volte da un passaggio musicale che vogliamo descrivere con i sapori, a volte dal suono di qualcosa che mangiamo ogni giorno ma che in quel preciso giorno ci ha comunicato qualcosa.

Di solito le idee migliori nascono quando ci poniamo delle domande, ad esempio: “come facciamo a creare un piatto healthy, vegetale, con un carattere deciso e che suoni da paura?” Così è nato “Cannoli Babaganoush”, una delle nostre composizioni più apprezzate, dopo tanti tentativi, uno studio approfondito delle materie prime e una ricerca sonora minuziosa.

Il 2019 vi ha visto impegnati in un tour di 6 mesi contrassegnato dal “Tutto esaurito” in 20 città attraverso 4 Paesi; avete collaborato con importanti brand del settore alimentare e raccontato in musica 4 ricette di Davide Oldani, un progetto da cui è nato un album ascoltabile su Spotify e un disco in vinile “Spaghetti Symphony”, presto in uscita.

Eravate pronti per il Tour 2020. La pandemia vi ha costretto a rinunciare al contatto diretto con il pubblico, ma non ha spento fiamme e amplificatori che avete acceso nelle vostre case.

Quali nuove forme di intrattenimento avete sperimentato in questo periodo e quali sono, invece, i vostri progetti per il futuro?

Ci siamo interrogati molto sul concetto di vicinanza, perché la nostra preoccupazione non era quella di stare fermi, bensì di continuare ad essere vicini alle persone che ci seguono e ci aspettano. Perciò abbiamo raccontato ricette, ci siamo esibiti nelle nostre case, abbiamo condiviso le nostre storie e le nostre passioni… e abbiamo ascoltato tanto gli altri!

Novembre e dicembre saranno i mesi del ritorno ai live per noi, riparte quindi il nostro tour che ci vedrà in diverse città d’Italia, poi per il 2021 abbiamo tante novità, alcune nuove collaborazioni e un sacco di produzioni nuove pronte a uscire.

Ultima domanda, per noi la più importante!

Sui vostri social, rivolgendovi ai vostri ascoltatori, scrivete: “A volte alziamo lo sguardo per vedere se ci siete ancora. Siete in perfetto silenzio. In questi momenti ci chiediamo cosa si viva dalla vostra prospettiva “. Avete trovato una risposta?

Non del tutto! Ognuno ha la sua risposta e non è possibile sintetizzarle tutte. Quello che più spesso ci riportano i nostri ospiti è lo stupore, quella sensazione di qualcosa che non ti aspetti anche se sai che devi aspettarti qualcosa di diverso.

L’ingrediente segreto del successo del trio Food Ensemble è, dunque, la capacità di stupire, emozionare ed entusiasmare i propri ospiti regalando loro un’esperienza in grado di risvegliarne tutti i sensi.

Non ci resta che attendere di poter mangiare uno dei loro concerti!

L’ALTA MODA PUNTA SUI CARBOIDRATI

Fendi mette le mani in pasta

Il mondo della moda continua a dialogare con il mondo del food e, questa volta, lo fa in pieno stile made in Italy.

In occasione della Milano Fashion Week, la maison italiana Fendi ha scelto un pacco di pasta per personalizzare gli inviti alla propria sfilata della collezione SS21.

L’azienda coinvolta in questa iniziativa è Pasta Rummo, eccellenza beneventana nata nel 1846, autrice del metodo “Lenta Lavorazione”, basato sulla ricerca dell’eccellenza in ogni fase produttiva.

Un metodo lungo e accurato perché, come ricorda Cosimo Rummo, presidente e amministratore delegato dell’azienda, “Pe’ fa’ ‘e cose bone ce vo’ tiemp’ (Per fare le cose bene ci vuole tempo)”.

L’ invito, contenente due confezioni di pasta personalizzata con il logo della maison, le foto della famiglia Fendi riunita e l’esclusiva ricetta del pesto di limone della nonna, lascia assaporare l’atmosfera proposta in occasione della sfilata, dove lunghi lenzuoli bianchi avvolgono gli invitati in una scenografica intima e familiare.

La stilista Silvia Venturini riporta in auge il tema delle tradizioni familiari: sfilano donne di tutte le età, i ricordi dei tessuti tradizionali ispirano la sua collezione e lasciano sognare il pubblico.

La sfilata

Il mondo dell’alta moda riparte dalla famiglia, dalla casa, dai tessuti del corredo e… dalla pasta, un prodotto per il quale l’Italia è riconosciuta in tutto il mondo. Come la moda, d’altronde!

La duplice confezione di pasta omaggiata agli invitati lascia intendere che il prodotto non abbia semplicemente un ruolo simbolico, ma vuole diventare occasione di condivisione: attorno ad un piatto di pasta le famiglie di riuniscono, si raccontano e si confrontano, collezionando nuovi ricordi familiari.

Con l’iniziativa RummoxFendi, l’azienda ha voluto offrire un assaggio dell’esclusività tradizionale dei suoi abiti. È probabilmente la ricetta della nonna, infatti, l’elemento più ricercato dell’invito.

In ogni famiglia, i libri delle ricette rappresentano uno strumento per celebrare le tradizioni ed attribuiscono esclusività ad un semplice piatto di pasta. Essi sono custoditi come diari segreti, tramandati di generazione in generazione, un po’ come il corredo, un po’ come gli abiti di valore.

Condividere una ricetta esclusiva è come svelare la boutique dove si acquistano i pezzi unici del proprio armadio!

«In ogni famiglia viene tramandata una storia, nella mia è stato tramandato il valore delle cose belle e per questo mi sono ispirata alla tradizione italiana di tramandare il corredo, le belle lenzuola, a me viene spontaneo tramandare gli abiti e niente mi fa più felice di vedere una delle mie figlie indossare i miei vestiti da ragazza», spiega Silvia Venturini Fendi.

La maison di alta moda Fendi condivide uno spaccato intimo della storia familiare dell’azienda, coinvolgendo emotivamente il pubblico partecipante, offrendo l’occasione culinaria per coltivare un nuovo momento familiare, mettere le “mani in pasta” assaporando un sapore tradizionale e, magari, commentando una delle sfilate più interessanti di questa Fashion Week.

 

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