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Claudia Castaldo

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Napoletana, nata sotto il segno della curiosità. Laureata in Economia con specializzazione nel settore degli eventi. Divisa tra il mondo della comunicazione online e offline, ha cambiato nel tempo prospettiva imparando ad osservare le cose con “gli occhi dei (potenziali) clienti”, uno sguardo di cui – confessa – non potrebbe più fare a meno. Da 6 anni lavora nel mercato della ristorazione Fast Casual Retail come Customer Experience Analysis. “Il segreto del successo di un’azienda è imparare a dialogare con i propri clienti, ponendo loro le domande giuste in tempo utile“.

NESPRESSO RISVEGLIA I SENSI

La nuova boutique monomarca mira a colmare il divario tra offline e online

Nespresso continua a credere nel valore aggiunto degli spazi fisici e lancia in Austria, a Vienna, un nuovo flagship store. L’espressione “flagship store” (“flagship” corrisponde in italiano a “nave ammiraglia o di bandiera”), impiegata per indicare i punti vendita fisici creati per rappresentare e raccontare il brand.

Nel flagship store particolare attenzione viene posta sull’architettura, gli allestimenti e i dettagli che devono, insieme, creare un ambiente che rispecchi l’essenza del brand, in grado di incuriosire e coinvolgere i visitatori, offrendo loro un’esperienza esclusiva ed immersiva.

La nuova Flagship Boutique, con il nome Nespresso Atelier Vienna, si basa su un concetto di design unico e su un’ampia esperienza di acquisto, in cui la competenza per il tema caffè e l’accoglienza esperienziale sono al centro dell’attenzione, invitando i visitatori a scoprire il mondo del caffè Nespresso con il coinvolgimento di tutti i sensi.

L’esperienza Nespresso, infatti, è progettata intorno a 5 arti legate all’universo del caffè:

  • Design: poltrone thonet, piastrelle in terrazzo e motivi floreali ispirati alla cupola della Secessione viennese incontrano i colori e gli aromi del cafè presso le aree salotto della boutique;
  • il Savoir-Faire legato al caffè, destinato alla scoperta degli aromi del caffè e i caratteri del gusto attraverso rituali di degustazione e masterclass di caffè;
  • la condivisione: attraverso eventi e partnership locali, il nuovo concept punta ad offrire occasioni per riunire gli amanti del caffè;
  • la circolarità, mostrando ai visitatori, attraverso dashboard interattivi, come l’azienda ricicla le sue capsule di alluminio usate;
  • l’ospitalità, incentrata su un rinnovato impegno per un eccellente servizio clienti. La boutique offre anche servizi esclusivi, come l’incisione di regali e la personalizzazione del prodotto grazie alle incisioni personalizzabili per gli accessori e alle stampe in schiuma di latte.

Rispetto alle tradizionali boutique Nespresso ci sono alcune novità come il Coffee Lab, corner destinato all’approfondimento della propria conoscenza sul caffè e i differenti modi di prepararlo e un Recycling Corner dove i clienti potranno restituire le loro capsule utilizzate, contribuendo ad un impegno sostenibile. Da questa estate, la nuova boutique introdurrà, inoltre, esperienze di realtà aumentata e una stanza immersiva che consentirà ai visitatori di interagire digitalmente con i migliori chef o produttori di caffè.

La nuova boutique monomarca mira a colmare il divario tra vendita al dettaglio offline e online, consapevole che le esigenze dei clienti sono cambiate. Questi ultimi ricercano esperienze esclusive in ambienti nei quali possono riconoscersi. Essi desiderano vivere momenti in grado di stimolare le loro conoscenze e i loro sensi, evocando emozioni positive e implementando competenze personali.

Nespresso, ancora una volta, ha saputo costruire un’esperienza di consumo di un prodotto apparentemente semplice in un momento ricco di significato. È proprio il caso di dirlo… What else?!

 

QUINCE&CO (San Francisco): ABBONAMENTO STELLATO DA $5,000

In poche settimane sold out

Alzi la mano chi, fino ad ora, ha attivo almeno un abbonamento!

Non pensiamo solo ad Amazon, Netflix, Spotify.

Il modello di business ad abbonamento ormai coinvolge ogni settore. È, infatti, applicabile ad ogni realtà, dimostrandosi un modello esperienziale di vendita stabile e vincente.

Anche il mondo della ristorazione abbraccia questa nuova tendenza, attraverso la nascita di nuovi format culinari: a San Francisco, il ristorante Quince, 3 stelle Michelin, ha introdotto un nuovo programma di abbonamento che, in poche settimane, ha registrato un numero tale di adesioni da determinare il sold out, con successiva apertura di una lista di attesa, aumentando, di fatto, la desiderabilità del progetto. I proprietari Michael e Lindsay Tusk hanno chiamato il programma Quince & Co perchè coinvolgente anche i ristoranti gemelli Cotogna e Verjus, nonchè la Fresh Run Farm di Bolinas, azienda interna biologica certificata, che coltiva oltre 40 tipologie di frutta e verdura selezionata.

L’abbonamento annuale di $5,000 include numerosi servizi: $1,000 nel budget spendibile in uno dei tre ristoranti aderenti; la consegna trimestrale di confezioni con prodotti di stagione della Farm interna, selezionati dallo chef; ma anche eventi esclusivi, come la raccolta delle mele, la pressatura del sidro, l’apicoltura e i laboratori di produzione del formaggio all’interno o nelle vicinanze della fattoria.

E, non meno importante, prenotazioni prioritarie: ogni volta che Quince offre la possibilità di cenare al coperto, i membri avranno accesso prioritario, trasformando di fatto il ristorante in una sorta di spazio esclusivo per i membri.

L’esempio citato descrive un modello basato su una proposta per una clientela alla ricerca di un’offerta esclusiva. Ma il modello ad abbonamento si adatta per ogni realtà ristorativa rappresentando molto spesso, in questo periodo più che mai, una garanzia per la sopravvivenza.

La piattaforma Table 22

Lo dimostrano i numerosi clienti aderenti alla piattaforma Table 22, (leggi qui la divertente storia di questa azienda), la cui missione è “Aiutare i ristoranti a sopravvivere e prosperare in un mondo stimolante e in continua evoluzione attraverso un nuovo modello di clientelismo”.

In che modo? Supportandoli nel costruire e lanciare offerte di abbonamento in grado di incrementare il coinvolgimento dei clienti, aumentare il loro valore, creare entrate ricorrenti prevedibili e connessioni più profonde con gli ospiti.

L’ultimo anno ha lasciato percepire, in ogni contesto, quanto oggi sia necessario trovare nuove strategie per fidelizzare i clienti ed assicurarsi entrate costanti. Il modello ad abbonamento rappresenta, di certo, una di queste. Esso, infatti, può potenzialmente aumentare il valore dell’azienda (in base al numero di clienti che sottoscrivono l’abbonamento), il valore medio di un cliente (inteso come costo di acquisizione e lifetime value, ovvero il totale degli acquisti del tuo cliente) e, ovviamente, modulare la domanda (perché più facilmente prevedibile).

Tale modello consente, inoltre, di costruire un’esperienza personalizzabile e su misura, assicurando clienti soddisfatti e, in quanto tali, fedeli!

I 9 modelli di abbonamento secondo John Warilllow

A tal proposito, John Warrilow, nel suo testo “Il cliente Automatico”, individua 9 modelli di business ad abbonamento:

  • Il Sito Web ad Abbonamento: es siti o giornali on line specializzati;
  • Il Modello “All You Can Eat”: basato sulla possibilità di usufruire di tutti i contenuti, prodotti o servizi dietro il pagamento di una tariffa mensile (es. Netflix e simili);
  • Il Modello “Club Privato”: punta sull’esclusività e ha barriere di ingresso alte, “offrendo ai suoi clienti l’accesso a qualcosa di raro su base continuativa”;
  • Il Modello “Salta la coda”: un servizio orientato sulla rapidità e sul risparmio temporale (es l’imbarco prioritario in aereo);
  • Il Modello “Tutto ciò che si consuma”: abbonamenti per ricarica di prodotti che si esauriscono e di cui il cliente si rifornisce ad intervalli regolari (es. toner, detersivi);
  • Il Modello “La scatola sorpresa”: ogni mese il cliente abbonato riceve una scatola con prodotti selezionati, solitamente di nicchia, aventi una community di appassionati.
  • Il Modello “Semplifica la vita”: il cui obiettivo è rendere più semplice la vita dei propri clienti, di cui è necessario conoscere bisogni! (es. servizio di manutenzione per la causa o l’auto);
  • Il Modello “Rete”: es. servizio carsharing, per il quale è necessario essere in tanti ad utilizzarlo;
  • Il Modello “per chi vuole dormire sereno”: basato sul rischio di perdere qualcosa o subire un danno, (es. assicurazione sulla vita, il cliente paga per un servizio o un prodotto che spera di non dover mai utilizzare).

Leggendo la lista è facile intuire quale modello può adattarsi alla propria realtà aziendale.

L’unico interrogativo da porsi è “che tipo di esperienza sono in grado di offrire ai miei clienti”?!

LA RICETTA SEGRETA DI COCA COLA

Gli ingredienti per costruire una relazione di valore

Coca Cola è nota per l’utilizzo differenziante del suo packaging, spesso divenuto strumento utile per costruire momenti di condivisione.

Difficile dimenticare la campagna “Open happiness” e “Share a Coke”, aventi entrambe l’obiettivo di stimolare connessioni positive tra le persone oppure “The smile can”, per dedicare un momento di divertimento a chi il sorriso non lo percepisce con gli occhi.

Nel 2021, ancora una volta, Coca Cola sfrutta l’involucro del suo prodotto per veicolare messaggi coerenti con la propria missione e stimolare i fan del brand all’azione.

Bryony Lester, marketing Manager di Cocca Cola in Gran Bretagna, ha dichiarato “Per più di 136 anni, Coca Cola ha usato la voce per aiutare a unire le persone in tutto il mondo. Abbiamo lanciato una campagna che mette in evidenza come è cambiato il mondo e ci invita ad apprezzare ciò che forse in precedenza era dato per scontato. [….]. Nel 2021 la nostra ambizione è essere “Open to Better” e utilizzare il potere del nostro packaging per condividere risoluzioni di speranza e positività che speriamo i fan apprezzeranno e condivideranno con i loro amici e familiari”.

Mentre affrontiamo le difficoltà e le incertezze di questo strano anno passato, possiamo tutti costruire sul tema Open Like Never Before e cogliere l’opportunità di cambiare, vedere le cose in modo diverso e costruire una nuova normalità.

Questo è il messaggio alla base della nuova campagna, “Open To Better”, lanciata a Gennaio nel Regno Unito, il cui obiettivo è quello di incoraggiare le persone ad abbracciare con ottimismo il cambiamento che ci attende.

Coca Cola sostituisce il suo iconico logo con una serie di messaggi personalizzati, invitando i fan del brand a riflettere sull’anno passato e guardare avanti per poter essere aperti al nuovo, aperti al meglio!

L’ispirazione dietro i messaggi protagonisti è frutto della fantasia dei fan de brand in tutta Europa, ai quali è stato chiesto di condividere alcune delle loro risoluzioni più stimolanti e divertenti.

L’azienda ha, in questo modo, ricevuto storie autentiche e personali che mostrano come piccoli atti e gesti possano regalare speranza per un futuro migliore.

La vera ricetta segreta del brand CocaCola è probabilmente proprio questa: riuscire a creare una relazione continuativa, una conversazione attiva con i propri clienti.  

In che modo? Coinvolgendo i clienti stessi, partendo dai loro bisogni più profondi!

D’altronde, nessuno di noi ha probabilmente una reale necessità di bere CocaCola, ma ognuno di noi ha di certo bisogno di sentirsi parte di un qualcosa, contribuire al raggiungimento di obiettivi ambiziosi, ai quali Coca Cola aspira e che rappresentano la mission del brand:

  • “Refresh the world”
  • Ispirare momenti di ottimismo e di felicità
  • Creare valore e fare la differenza

I clienti si dimostrano pronti a condividere con il brand i loro desideri, i loro propositi, le loro speranze, confidenze dalle quali il brand Coca Cola parte per costruire esperienze su misura delle emozioni dei suoi clienti.

Non è forse questa una relazione di valore?

MENU D’AMORE

Proposte per tutti i gusti: innamorati, ex in pena, litiganti in cerca dell’equilibrio di coppia

La festa di San Valentino ha origini lontane e incerte, legate a miti e leggende non adeguatamente rappresentativi del romanticismo simbolico legato al 14 Febbraio. Una data che, nel bene o nel male, coinvolge proprio tutti!

C’ è chi la considera un’opportunità per dichiararsi e onorare il proprio amore; chi l’occasione per riaprire la scatola dei ricordi di una storia appena finita, chi un nuovo inizio per ritrovare l’equilibrio perduto.

Quest’ anno l’emergenza e le limitazioni hanno messo a dura prova le relazioni di coppia ed i brand della ristorazione non potevano lasciarsi sfuggire questa occasione per sperimentare nuove formule destinate a tornare ad emozionare i propri clienti.

DUNKIN DRIVE – THRU WEDDING

Dunkin’ ha promosso un menu dedicato per l’occasione, offrendo la possibilità ad alcune coppie di sposarsi o rinnovare i loro voti in una corsia drive-thru partecipando al concorso “Marriage is on the Menu”, ispirato da un dipendente di Dunkin che, lo scorso autunno, ha scelto di sposarsi nello stesso luogo in cui ha incontrato per la prima volta l’amore della sua vita.

Oltre alla cerimonia a tema Dunkin, completa di decorazioni festive, le coppie vincitrici hanno ricevuto regali di nozze speciali brandizzati, tra cui un cesto regalo di attrezzature e accessori per il proprio matrimonio, foto professionali del grande giorno e un premio in denaro di $ 500.

Quest’anno, inoltre, il brand risponde alla chiamata degli appassionati con l’apertura ufficiale del suo primo pop-up shop Dunkin online dedicato al matrimonio, con proposte di merchandising nunziale disponibili a partire dall’ 11 Febbraio.

L’AMORE È ANCORA NELL’ARIA AL WHITE CASTLE

Dal 1991 i ristoranti White Castle celebrano il giorno di San Valentino, trasformando le proprie sale da pranzo in raffinati ristoranti in cui tutto è curato nei dettagli. 

Quest’ anno l’azienda ha voluto continuare la tradizione nel rispetto delle nuove norme di sicurezza, trasformando i parcheggi di ben 300 ristoranti White Castle in “Slider Lover’s Point”, ovvero drive – in, completi di servizio carhops, consentendo ai clienti di celebrare la festa dell’amore rimanendo socialmente distanti.  

I clienti hanno ricevuto una brochure con diverse attività suggerite per intrattenersi in attesa del cibo.

Infine, la catena ha offerto la possibilità di enfatizzare l’atmosfera romantica grazie ad una Playlist di Spotify chiamata “Slider Lover’s Luv Channel” che include un mix di canzoni sentimentali, ringraziamenti e dediche romantiche. 

L’ANTI SAN VALENTINO È DA BURGER KING

Sulla scia dell’uscita del film Birds of Prey il cui l’anti eroina Harley Quinn intraprende la sua prima emancipazione dopo essersi separata da The Joker, alcun ristoranti Burger King, in partnership con Warner Bros Pictures, hanno festeggiato l’Anti-San Valentino trasformando le vecchie fiamme in panini Whooper.

Le sedi Burger King di New York City, Los Angeles, San Francisco e Boston, consentivano, infatti, di liberarsi dei vecchi ricordi fotografici d’amore in cambio dell’hamburger al momento più apprezzato della catena.

Lascia sorridere la formula che l’azienda ha condiviso nel pubblicizzare l’iniziativa “partecipando a questa attivazione accetti di far distruggere l’oggetto della tua ex fiamma da BKC o da una terza parte che agisce per conto di BKC”. 

Un po’ come la migliore amica che desidera non vederti più soffrire per una storia ormai finita. In questo caso, ha offerto anche la cena!

SHAKE SHAKE PER UNA CELEBRAZIONE ROMANTICA TRA LE MURA DI CASA

Il gruppo musicale Boyz II Men porta l’amore direttamente nelle case dei propri fan invitandoli all’evento online “Love Delived”: una notte di jam d’amore, ballate soul e conversazione amichevole, presentato in partnership dalla piattaforma delivery DoorDash e la catena fast casual Shake Shack, unite per aiutare le persone a celebrare San Valentino con una cena romantica tra le mura delle proprie case.

Per l’occasione, la catena Shake Shack ha creato un frullato dal nome “Berryz II Men” a base di crema pasticcera alla vaniglia e fragola, condita con panna montata, salsa fudge e crumbl di biscotti al cioccolato e fragole ricoperto di cioccolato, proposto in edizione limitata.

Inoltre, la sede natale di Boyz II Men ha offerto la possibilità di ricevere il kit “Love Delivered” gratuiti ai clienti che ordinavano tramite l’app o il sito Web DoorDash che includeva una candela profumata per creare l’atmosfera per la serata e cimeli della performance “Love Delivered”, tra cui una t-shirt brandizzata e un cordino VIP “backstage”.

KRAFT HEINZ PER ALLENTARE LA TENSIONE DI COPPIA

La pandemia ha messo a dura prova l’equilibrio di molte coppie, costretti ad una condivisione forzata dei propri spazi. Kraft Heinz coglie questo disagio offrendo loro un riparo dal “dilemma dell’ultimo morso” con il lancio del nuovo Philadelphia Cheesecake Crumble, una nuova linea di cheesecake a tre strati con salsa di frutta o cioccolato sul fondo, un ripieno di cheesecake ricco e cremoso e un cracker graham o condimento crumble biscotto, disponibile in confezioni di due comode tazze monouso.

Per assicurare che condividere il dessert non fosse un problema per le coppie nel giorno più romantico dell’anno, i produttori hanno offerto gratuitamente il prodotto durante il fine settimana di San Valentino fino ad esaurimento scorte, promuovendo l’iniziativa attraverso un cortometraggio nel quale la reale coppia Ashley Iaconetti e Jared Haibon si confrontano con una terapista Nicole Watts sui loro problemi di coppia, partendo proprio dall’ultimo morso di una cheescake.

Per coloro i cui problemi di condivisione si estendono oltre la cheesecake e il “dilemma dell’ultimo morso”, il marchio ha offerto a partecipanti selezionati appuntamenti di terapia di coppia per alleviare parte della tensione. Un modo intelligente e costruttivo per mostrarsi attenti ai bisogni dei propri clienti e offrire loro un’esperienza unica e destinata ad essere ricordata!

Anche in questa occasione, il mondo del food ci offre, con le sue proposte, uno sguardo panoramico sulle sfaccettature dell’amore e ci ricorda di come il cibo continui nel tempo a rappresentare un atto d’amore.

Preparato, Gustato, Condiviso. Pensateci anche voi, quanti ricordi d’amore hanno un sapore indimenticabile?

 

ARE YOU GAME (GIOCHI)?

Call to action al ritmo di jumping jacks

Giorni fa ha attratto la mia attenzione questo video:

Si tratta di un’iniziativa virale promossa da Rockin’ Protein, azienda americana produttrice di bevande proteiche, ideali per sportivi ed appassionati di sport.

In molti la definirebbero generalmente un’iniziativa di “marketing non convenzionale”, termine con il quale facciamo riferimento ad un insieme di strategie promozionali che, per far fronte alla perdita di potere di persuasione da parte del marketing tradizionale, fa uso di tecniche di comunicazione innovative per presentare i prodotti al pubblico in modo alternativo.

Gli esperti, per descrivere l’iniziativa, utilizzerebbero, invece, il termine “ambient marketing”, forma di marketing che si pone l’obiettivo di sfruttare spazi e tempi della vita quotidiana per raggiungere il pubblico desiderato, creare nei destinatari curiosità e interesse per un avvicinamento spontaneo verso il prodotto o servizio e sorprendere attraverso un’esperienza coinvolgente, costruita per divenire virale.

Ma, se analizziamo il video ripensando al customer jouney, abbiamo appena assistito ad un primo punto di contatto “non convenzionale” con l’azienda, in occasione del quale il potenziale cliente, incuriosito e sorpreso, si avvicina spontaneamente al brand, interagendo con esso attraverso un gioco, una sfida che, con grande probabilità, porterà a termine con successo, ottenendo un premio rappresentato dal prodotto aziendale, al quale il cliente potrà associare nel tempo un ricordo positivo derivante dall’esperienza immersiva ad esso legata.Pensato in questa ottica, non possiamo fare altro che parlare di “marketing esperienziale” che, a differenza delle altre tipologie, ha il grande vantaggio di mettere al centro i potenziali clienti e le loro esperienze di consumo.

Il marketing esperienziale, secondo la visione di Bernd H.Schmitt, coinvolge, infatti, cinque moduli strategici esperienziali (SEM, Strategic Experiential Module):

  • Sense (senso): l’esperienza che coinvolge i sensi
  • Feel (sentiment): l’esperienza che coinvolge sentimenti ed emozioni
  • Think (pensiero): l’esperienza cognitiva
  • Act (azione): le esperienze che coinvolgono la fisicità
  • Relate (relazione): le esperienze che derivano dalle interazioni e relazioni con gli altri.

Un vero e proprio percorso di cui il potenziale cliente diventa protagonista: la vista del distributore automatico (sense) genera sorpresa e curiosità (feel) tale da indurlo ad avvicinarsi spontaneamente al brand (think) ed accettare la sfida (act) interagendo con esso e condividendo l’esperienza vissuta con terzi (relate).

Nel caso specifico l’azienda è stata in grado di costruire un’esperienza interattiva ed immersiva (sfida sportiva) che non solo fosse coerente con il prodotto (bevanda proteica) e con il pubblico di interesse (appassionati e sportivi) ma che, inoltre, creasse il bisogno immediato del prodotto (derivante dallo sforzo fisico) e affiancasse all’esperienza di interazione emozioni positive, frutto della produzione ormonale di dopamine, endorfine e serotonine.

Effetto WOW, il fattore sorpresa, suscitato da 3 elementi: apprezzamento, esperienza e coinvolgimento. Esso si realizza quando, davanti ad un messaggio pubblicitario, la nostra razionalità lascia il posto alle emozioni positive, in questo caso tali da indurre ad agire.

Gamification, la possibilità di utilizzare il gioco e meccanismi di premi/ricompense per coinvolgere i propri clienti (attuali, potenziali, fedeli), stimolandoli a compiere determinate azioni, determinando la produzione di dopamina e accelerando il processo di fidelizzazione.

Sampling product: l’opportunità di far conoscere un prodotto attraverso la distribuzione di campioni gratuiti, massimizzando il processo di conversione. Nel caso specifico, l’iniziativa ha permesso ai soggetti coinvolti di provare il prodotto gratuitamente associando ad esso un ricordo positivo.

Un’iniziativa, dunque, pensata e costruita secondo una perfetta strategia: vince l’azienda perché vince il cliente!

Rockin’ Protein non ha realizzato un semplice distributore automatico per l’erogazione gratuita dei suoi prodotti, ma molto di più; l’azienda ha ricordato ai propri potenziali clienti quella bellissima sensazione che si prova nel superare i propri limiti e raggiungere i propri obiettivi: ci si sente forti, invincibili, pronti ad affrontare la prossima sfida!

Rockin’ Protein, con una ben costruita iniziativa promozionale, ci dimostra quanto sia importante porsi sempre una domanda “Come voglio far sentire i miei (potenziali) clienti?” Per farlo è fondamentale conoscere i loro bisogni, ciò di cui hanno bisogno; cosa li rende felici e ciò che li entusiasma.

È fondamentale partire da qui per comprendere quale percezione legare al proprio prodotto/servizio.

ASMR EXPERIENCE

Come trasformare la pubblicità in un’esperienza sensoriale

Avvertenza: prima di leggere questo articolo, si consiglia l’uso delle cuffie

Avete presente il formicolio che pervade tutto il corpo quando qualcuno ci bisbiglia qualcosa all’orecchio o ci accarezza i capelli?

Una piacevole sensazione che prende il nome di ASMR, acronimo di Autonomous sensory meridian response, letteralmente “Risposta autonoma del meridiano sensoriale”.

Un fenomeno percettivo in cui specifici stimoli di natura uditiva, visiva o tattile generano uno stato emotivo positivo e rilassato basato sul rilascio di neurotrasmettitori come endorfine e serotonina in grado di infondere una sensazione di benessere e rilassamento, determinando sentimenti positivi e piacevoli.

Una tecnica che consiste nella realizzazione di video nei quali l’utente viene coinvolto a livello sensoriale grazie all’utilizzo di microfoni altamente sensibili utilizzati per la registrazione binaurale, ovvero “a due orecchi”, un metodo di registrazione tridimensionale del suono che ha il fine di ottimizzare la registrazione per il suo ascolto in cuffia, riproducendo il più fedelmente possibile le percezioni acustiche.

Un trend digitale che conta milioni di appassionati in tutto il mondo.

Nel mondo del food, in Italia, nel 2019, è Coccodì, azienda leader in Italia per il commercio di uova, la prima a sperimentare l’approccio ASMR attraverso la “Sound EGGsperience”, un’esperienza visiva e uditiva il cui fine era quello di enfatizzare la freschezza del prodotto attraverso un nuovo approccio sensoriale.

L’obiettivo dell’azienda è stato far divenire l’utente parte integrante dell’esperienza raccontata per lasciargli “assaporare” il prodotto dallo schermo, godendo di una sensazione piacevole e rilassante, in grado di incidere in modo positivo sulla percezione del prodotto, rafforzando, in tal modo, la connessione con il brand.

@Coccodì ASMR Sound EGGsperience | È fresco e si sente

Con uno sguardo sempre rivolto all’America, non possiamo non menzionare tre campagne che, in forme diverse, rappresentano l’efficacia della tecnica ASMR:

KFC ci trasporta in una foresta tropicale circondati dal rilassante suono della pioggia che cade sulle foglie, esattamente uguale allo sfrigolio dell’olio in padella usato per friggere le amatissime alette di pollo dell’azienda.

@KFC – Finger Lickin’ Good Vibes

Mentre nella campagna “Try Not To Hear This”, Coca Cola fa un uso strategico di un suono già parte della sfera cognitiva del consumatore e associato a un determinato prodotto, con un risultato percettivo davvero difficile da non apprezzare: in tal caso, infatti, il cervello, nell’elaborare le immagini riproduce automaticamente il suono a esse associato, arrivando addirittura a stimolare il senso di sete!

@Coca Cola | Try not to hear this

Lindt, infine, scarta insieme a noi una tavoletta di cioccolato, sussurrandoci di “preparare i nostri sensi”.

@Lindt Excellence ASMR

Si tratta, dunque di una tecnica sperimentata dai migliori brand internazionali che, di questi tempi, sembra poter rappresentare un’opportunità per ricominciare a coinvolgere i propri utenti.

Infatti, alla fine del 2020, in Italia, anche in brand Vallelata sperimenta la tecnica analizzata per il lancio del suo nuovo prodotto, coinvolgendo 3 delle ASMR Artist più seguite dalla community italiana, le quali, attraverso la campagna “Hai mai assaggiato un suono?” hanno raccontato i diversi abbinamenti di prodotto attraverso i suoni, suscitando la curiosità e l’interesse degli utenti.

L’obiettivo: coinvolgere i consumatori in un’esperienza di gusto sonoro in grado di trasmettere la bontà e la cremosità de prodotto.

@Vallelata ASMR Eating | Come gustare il formaggio italiano

La tecnica ASRM rappresenta un linguaggio efficace ed una strategia vincente per il mondo del food attraverso il quale offrire virtualmente nuove esperienze ai propri (potenziali) clienti ed enfatizzare le caratteristiche dei propri prodotti, rafforzando la connessione con il brand.

Ma la tecnica ASMR non è per tutti! Come i grandi paradossi emotivi o le più audaci campagne marketing, può generare sensazioni positive o, in caso contrario, rischiare di infastidire l’utente!

Tu di che team fai parte?

MI SCUSI, POSSO ORDINARE?

L’innovazione salverà la ristorazione

“Rendere le persone felici diffondendo lo stile di vita mediterraneo

È questa la promessa del brand Miscusi, il cui sogno è quello di unire il mondo attorno al piatto che il mondo ama di più: la pasta!

L’atmosfera di casa, piatti colorati, materie prime di qualità; cucine e laboratori a vista dove le mamme pastaie mostrano il procedimento artigiano della pasta fresca.

@miscusi.family

Qui ci sono tutti gli ingredienti per offrire un’esperienza felice. E non è un’illusione!

Miscusi, “che prende il nome dall’abitudine italiana di richiamare l’attenzione del cameriere con questa frase”, non è il classico brand che punta sul monoprodotto in tutte le salse, ma si pone l’obiettivo di coinvolgere i clienti mostrando loro il dietro le quinte e i valori determinanti le loro scelte.

Tutti possiamo cucinare un piatto di pasta, ma ne conosciamo proprietà e possibili varietà? E sappiamo da dove proviene il grano? E l’olio con cui la condiamo? E come è stato coltivato il pomodoro con cui viene preparata la salsa? A queste domande, il team Miscusi desidera voler rispondere sempre “sì” ed è qui che arriva l’innovazione.

Cosa c’è dietro un piatto di pasta?

L’azienda si distingue per un’innovazione costante e coerente con la sua promessa nel tentativo di rispondere ad un interrogativo Cosa daremo da mangiare a 10 miliardi di persone nel 2050 senza compromettere il futuro del nostro Pianeta?

Un grande quesito che trova una concreta risposta nella proposta di uno stile di vita alimentare basato sulla dieta mediterranea e la creazione della MISCUSI Farm: una cascina immersa in 1400 ettari di terra dove la natura è stata riportata alla biodiversità dell’anno 1000, un luogo che diventerà, nella primavera del 2021, il centro di ricerca e sviluppo aziendale, una nuova dimensione di contatto ancora più stretto con i produttori e spazio dove si svolgeranno seminari, lezioni e incontri.  

L’innovazione, oltre ad essere la chiave per un futuro migliore, consente di costruire nuove opportunità e risposte per reagire ai cambiamenti del mercato, come quelli derivanti dall’ emergenza sanitaria degli ultimi mesi, alla quale MISCUSI ha risposto attraverso il lancio della MISCUSI Bottega, uno shop online dove poter acquistare tutte le bontà normalmente servite ai tavoli, riuscendo così a trasformare la chiusura di tutti i ristoranti in un’occasione di crescita e di evoluzione del business.

Da un paio di mesi la Bottega è diventata anche uno spazio fisico, comportandosi come un vero alimentari di quartiere, alimentando l’atmosfera familiare all’interno dei punti vendita Miscusi.

@miscusi.family

Due iniziative che contribuiscono a rafforzare il rapporto di fiducia con i propri clienti divenuti, oggi più che mai, consapevoli e attenti a ciò che mangiano e alla provenienza delle materie prime, offrendo un importante insegnamento di cui ogni brand che opera nel mercato della ristorazione dovrebbe far tesoro: varietà delle proposte e qualità delle materie prime non sono più sufficienti per essere competitivi nell’affollato mondo della ristorazione attuale. I clienti vogliono sapere “Cosa c’è dietro al prodotto” e le aziende devono essere in grado di raccontarlo.

Il cambiamento non deve far paura. È necessario assecondarlo e trasformarlo in opportunità per innovare e, in questo modo, crescere!

*Fonte immagini: https://www.instagram.com/miscusi.family/

FERRARELLE COINVOLGE LE GENERAZIONI DEL FUTURO

Disegniamo un mondo ad impatto – 1: più di una semplice etichetta

Ferrarelle amplia la sua offerta con una nuova linea limited edition di bottigliette da 50cl e 25cl, realizzate con il 50% di R-Pet (Polietilene tereftalato, un materiale riciclabile infinite volte, grazie al quale ogni bottiglia può godere di una nuova vita), le cui etichette sono state selezionate tra i partecipanti al concorso “Disegniamo un mondo ad impatto -1” lanciato da Ferrarelle a Settembre, che invitava i più piccoli a rappresentare un mondo sostenibile attraverso un disegno.

 

Cosa significa un mondo ad impatto -1? È un mondo nel quale tutti ci impegniamo a rimuovere più plastica di quella che usiamo grazie al corretto riciclo e convinciamo gli altri a fare lo stesso in modo da prenderci cura del nostro pianeta e di quello che consegneremo alle future generazioni.

Ferrarelle punta sul coinvolgimento dei più piccoli, e di riflesso delle loro famiglie, per risvegliare la sensibilità ambientalista e creare il cambiamento di cui il mondo necessita perché “non sei mai troppo piccolo per fare la differenza”!

L’azienda, tramite la sua iniziativa ludico-didattica, promuove una condivisione di valori, di obiettivi e di impegno, accompagnando il potenziale consumatore, contemporaneo e futuro, verso un processo di consapevolezza.

A tal proposito, è importante sottolineare che, in base a quanto emerge dai dati Nomisma*, nel 2021 – rispetto al 2019 – il 39% opterà maggiormente per un pack a basso impatto ambientale.

L’attenzione all’ambiente è, a tutti gli effetti, diventato un importante driver di scelta sia dei prodotti che delle insegne in cui fare acquisti: basti pensare che il 75% dei consumatori preferisce acquistare presso esercizi che presentano iniziative coerenti con questo tema e che il 71% è disposto a cambiare il negozio in cui fa la spesa a favore di un altro punto vendita che offre prodotti con un packaging più green.

Il packaging di prodotto è, infatti, un’importante leva sulla quale puntare per attirare l’attenzione dei potenziali consumatori, conquistarli e coinvolgerli emotivamente, in modo tale da orientarli nelle scelte di acquisto e consumo.

Sarà probabilmente per questo che il noto brand Ferrarelle ha puntato su un dettaglio creativo.

La nuova linea limited edition prevede un’etichetta speciale in quattro diverse versioni, create grazie al contributo della coppia di influencer Me Contro Te e ai tre “piccoli artisti” vincitori, che al meglio hanno saputo rappresentare un mondo sostenibile.

La coppia di influencer ha selezionato i tre disegni vincitori, divenuti l’etichetta della nuova limited edition Ferrarelle dedicata alla sostenibilità, disponibile in tutti i supermercati da fine novembre.

Un’iniziativa che ha determinato un ampio entusiasmo da parte dei bambini di cui non c’è da sorprendersi: il disegno per i bambini rappresenta, infatti, il modo migliore per esprimere le proprie emozioni; il canale di comunicazione più efficace e diretto; uno strumento attraverso il quale i bambini farsi ascoltare e le aziende porsi in ascolto dei consapevoli consumatori del futuro.   

Un entusiasmo che ha dato vita ad una ricchissima produzione di disegni consultabile qui e, sfogliandola, non potremo fare altro che pensare che le nuove generazioni hanno davvero tanto da insegnare!

*Osservatorio Packaging del Largo Consumo: sempre più attenzione alla sostenibilità da parte delle insegne della GDO

IKEA EFFECT: DAI MOBILI ALLE TORTE

Come aumentare il valore percepito del nostro prodotto

Avete presente i preparati per torte di Betty Crocker?

Un prodotto introdotto in America negli anni ’50: una polvere confezionata, nata con lo scopo di semplificare il lavoro delle donne, le quali dovevano limitarsi ad aggiungere al preparato dell’acqua, amalgamare il tutto, mettere in forno e voilà… ecco una torta come fatta in casa!

Tuttavia, un piccolo particolare non fu preso in un primo momento in considerazione: negli anni ’50 la donna era ancora legata ad un ruolo principalmente di tipo domestico; la cucina rappresentava il proprio spazio creativo, attraverso il quale esprimersi e riconoscersi.

Ed è proprio per tale motivo che il prodotto in questione non ottenne sul mercato il successo sperato: il processo era così facile che nessuna donna poteva servirla ai propri ospiti presentandola come “la propria torta”, svalutando le abilità individuali e, con esse, il proprio ruolo nella famiglia e nella società.

Compreso questo particolare attraverso studi comportamentali, i produttori cambiarono la ricetta, chiedendo di aggiungere al preparato le uova. Un dettaglio che cambiò le sorti del prodotto determinandone il successo!

Questo esperimento pone l’attenzione su un concetto fondamentale: contribuire al processo di creazione determina un legame con il prodotto tale da attribuire ad esso un valore aggiunto, consentendo di auto riconoscersi come parte determinante del processo di produzione. 

In poche parole, assemblando o personalizzando un prodotto ci si sente automaticamente abili in quel processo, acquisendo una sensazione di competenza e di soddisfazione, tale da alimentare un senso di orgoglio e desiderio di condivisione. Un valore intrinseco personale per il quale siamo disposti anche a pagare di più!

Si tratta del cosiddetto “IKEA effect”, ufficialmente così nominato da Michael I. Norton, Professore di Business Administration presso Harvard Business School , Daniel Mochon di Yale e Dan Ariely, Professore di psicologia ed economia comportamentale alla Duke University.

In base ai risultati di tre studi svolti nel 2011, basati su esperimenti nei quali i partecipanti hanno costruito oggetti Lego, figure origami piegate e assemblato mobili IKEA, è emerso che i soggetti erano disposti a pagare il 63% in più per i mobili assemblati in autonomia, rispetto a quelli preassemblati, dimostrando che il contributo personale influiva positivamente sulla valutazione di un prodotto da parte dei suoi consumatori. 

In parole semplici: l’effetto IKEA è un processo mentale in grado di farti sentire particolarmente legato ad un oggetto per il semplice fatto di essere parte integrante del processo di realizzazione.

“Quando lavoriamo di più, e investiamo un po’ di tempo e impegno aggiuntivi, percepiamo un maggiore senso di titolarità e, pertanto, godiamo maggiormente dei frutti dei nostri sforzi”

 

Un effetto psicologico, che ha anche basi neurologiche: il tatto, infatti, stimola le regioni del nostro cervello, creando una connessione emotiva con quel prodotto, tale da aumentarne il valore percepito.

La stessa sensazione che proviamo nel montare un mobile Ikea o nello sfornare una torta, appunto!

Ma attenzione! “Il lavoro porta all’amore”, come hanno scritto Norton e i suoi colleghi, solo quando le attività sono state completate con successo!

Le ricerche hanno, infatti, dimostrato che il valore percepito aumenta solo in caso di successo. Al contrario, il fallimento ha delle corrispettive conseguenze negative.

I partecipanti allo studio che sono stati costretti a distruggere la propria creazione, o quelli che sono stati interrotti prima del termine, non hanno – infatti – mostrato un aumento nella percezione del valore attribuito all’oggetto.

È fondamentale, dunque, rendere il contributo semplice e intuitivo, limitando il più possibile il margine di errore!

Ma, se ben costruito, il lancio di un nuovo prodotto basato sul cd. effetto IKEA può rappresentare una strategia aziendale vincente per offrire un’esperienza gratificante ai propri clienti e creare, con essi, un legame emotivo significativo.

Provate a rifletterci… Quante volte siete state positivamente vittime di questo effetto?

BASTANO 21 GIORNI PER ACQUISIRE UNA NUOVA ABITUDINE

Brown Forman alimenta il desiderio di ospitalità

Benvenuto! Dobbiamo solo assicurarci che sia abbastanza grande per unirti al divertimento!

Basta la propria data di nascita per accedere al nuovo sito Cheers to the Hostdell’azienda Brown Forman, una delle più grandi società di proprietà americana nel settore degli alcolici e del vino, produttrice di diversi marchi noti in tutto il mondo, distribuiti in oltre 170 paesi.

L’azienda, in un momento nel quale le occasioni di socialità e di consumo fuori casa diventano sempre più limitate, si pone l’obiettivo di sviluppare un orientamento all’ospitalità per stimolare al consumo dei suoi prodotti all’interno delle proprie case.

Sii nostro ospite e riempiremo il tuo bar di idee divertenti per la prossima volta che ospiterai 

www.cheerstothehost.com

Dopo aver comunicato l’età e il paese di provenienza, accedi al sito, così intuitivo che sembra di aver varcato la soglia di un cocktail bar: propone, come se stessi consultando un menu, di visualizzare i cocktail, ma poi ti sussurra che “c’è un piccolo barman in tutti noi”, invitando ad attingere al proprio per creare semplici e deliziose ricette alcoliche.

Prosegui e l’aperitivo diventa una cena. Ricette semplici e ben presentate – come il filetto di manzo con marinata di Bourbon Woorford – fanno venir voglia di metterti ai fornelli, immaginando nuove serate conviviali.

Sezione interessante quella dedicata ai suggerimenti e spunti per nuove ispirazioni: come creare il carrello bar definitivo per ritrovi in casa ed happy hour oppure idee per serate di gioco come quelle di una volta, dove si utilizzavano oggetti di uso domestico per costruire nuove proposte di intrattenimento. Non mancano guide sulla degustazione di alcolici e sugli abbinamenti.

Infine, per non rinunciare al dialogo con i propri clienti, il sito predispone un accesso semplificato alla pagina facebook Whisky Whisperer con chatbot interattivo pronto ad approfondire le proprietà dei diversi whisky.

Non sembra di navigare su un egocentrico sito aziendale. Qui i prodotti non sono promossi in modo esplicito, ma contestualizzati in un quadro creativo più ampio.

Sembra di sfogliare una rivista, priva di pagine pubblicitarie con i prodotti in primo piano, ma ricca di interessanti articoli tesi implicitamente a promuoverli.

 

www.cheerstothehost.com 

L’azienda Brown Forman, attraverso il sito “Cheers to the Host, individua un metodo per raggiungere gli acquirenti online. Promuove un’idea creativa, una possibilità, un’opportunità realizzabile con i prodotti dell’azienda, stimolando così all’acquisto degli stessi.

Questa strategia di promozione non è di certo una novità, ma si contestualizza perfettamente in questo periodo in cui le occasioni di socialità e di consumo fuori casa diminuiscono e gli acquisti online di prodotti alcolici registrano un forte incremento.

E se, come la scienza suggerisce, bastano davvero 21 giorni per acquisire una nuova abitudine, possiamo dire che le restrizioni di questi mesi cambieranno drasticamente i comportamenti dei consumatori. Questi ultimi, infatti, hanno dovuto riformulare le proprie esperienze, costruendone una nuova definizione all’interno delle proprie case.

Abbiamo una certezza: l’esperienza cambia direzione e le aziende pronte ad adattarsi a questa nuova esigenza supereranno la crisi (e non solo)!

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