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DOVE VAI SE IL COMMUNITY MANAGER NON CE L’HAI?

Osservazioni a bullet point

  • Per offrire una Customer Experience superiore (e conquistare il premio in termini di fatturato, prezzo medio d’acquisto e fedeltà del cliente) occorre “mettere il cliente al centro”.
  • “Mettere il cliente al centro” significa consentire a tutte le parti che compongono l’ecosistema aziendale di essere molto consapevoli del valore (e disvalore) che portano al cliente nel brano o frammento di esperienza che prevalentemente contribuiscono a formare.
  • Per rendere consapevoli tutte le parti aziendali, dell’apporto che producono per l’esperienza del cliente occorre, oltre che mettere a disposizione i dati relativi al customer journey (scarica qui la trimestrale del cliente) consentire a tutti di convivere nel day by day con il cliente stesso.
  • Per consentire a tutti di convivere day by day con il cliente stesso (e scoprire così davvero tante cose!) occorre promuovere una community clienti-dipendenti insieme!
  • Costruire una community “clienti-dipendenti” insieme è uno dei lavori più significativi del community manager
  • La “logica” con la quale si muove il community manager per la costruzione di questa comunità “mista” è molto interessante e in antitesi con la logica leader-followers dei social.
  • Nei social si formano anche grandi comunità attorno a un leader (persona o brand che sia) che, giornalmente con i suoi post, le sue buone informazioni, i suoi giudizi influenza e conquista followers.
  • Spesso (a esperienza di molti) queste apparentemente grandi community si rivelano evanescenti alla prova di una proposta di partecipazione a un evento o a un acquisto.
  • Il community manager, invece, diventa leader di una comunità davvero non volendolo diventare! Il community manager lavora indefessamente per mettere in contatto gli aderenti alla community fra loro, fa nessi utili a tutti, collega bisogni con risposte ad essi, informa di risorse disponibili nella community (anche quelle nascoste e silenti) ed è una persona a cui viene naturale rivolgersi per chiedere informazioni tanto informato e disponibile è. Così facendo costruisce comunità solide perché volentieri i clienti partecipano e intervengono perché vi trovano cose interessanti, un “oltre” che altri fornitori daranno mai.
  • Certamente il community manager è un ruolo, ma anche una dimensione del lavoro che dovrebbe essere di tutti i leader aziendali che davvero vogliono ascoltare il cliente, conoscerlo, lasciarsi influenzare e collegare senza intermediari parti dell’impresa con l’esperienza del cliente generando “genio collettivo”.

N.B. Ricerche documentano come i clienti che partecipano a una community legata a un’azienda si fidano per un acquisto di più di un community manager, che di un commerciale…         

Stay Tuned.

PICCOLA MA POTENTE

Se è vero che non bisogna farsi ingannare dalle apparenze, allora non c’è dubbio che la “piccola” Xbox Series S rappresenti proprio questo detto.

 Xbox Series S stuzzica tutti

La console ha fatto il suo debutto l’anno scorso, presentandosi piccola, compatta e abbastanza maneggevole. Un prodotto decisamente diverso rispetto ad altri dispositivi videoludici del settore come la sorella Xbox Series X e l’avversaria PS5, perché, per la prima volta, siamo di fronte a una console che unisce potenza ma anche praticità. Ed è d’altronde per questo motivo che la Xbox Series S si presenta come un dispositivo in grado di avvicinare tutti, anche chi non è un pro-gamer ma solo un appassionato soft, come me.

Ho acquistato questa versione della mitica console di casa Microsoft perché da tempo accarezzavo l’idea ma, non essendo una gamer incallita né tantomeno giocando per professione, non mi ero decisa ancora a compiere questa spesa. Ai piani alti della Microsoft devono avermi letta nel pensiero, perché l’anno scorso ha fatto il suo debutto una console piccola e dal prezzo competitivo ma che prometteva di conservare le stesse caratteristiche di sempre.

L’estetica elegante unita al catalogo ricco e in continua espansione sono i due assi vincenti che rendono la Xbox Serie S un gioiellino da non sottovalutare.

L’universo dentro una scatolina bianca

Acceso il dispositivo e una volta compiuti tutti i passaggi del caso, estremamente facili e guidati, ci si immerge nel mondo colorato e vivido della Xbox Series S. Il controller è morbido sotto le dita, particolarmente recettivo e pronto a guidarti come il timone di una nave. Che tu sia un marinaio un po’ inesperto o un pirata dei sette mari ti lasci trascinare dalle onde. Nel mio caso, mi ritengo un mozzo con l’ambizione da capitano, ho navigato con estrema facilità e sono approdata su lidi sicuri: giochi di nuova generazione adatti ai gusti di tutti; Xbox Game Pass per ottenere diversi titoli gratuitamente e per accedere a un cataolgo continuamente riaggiornato; immagini straordinare e colori brillanti.

E oltre alla dimensione videoludica, la console permette di scaricare il meglio delle piattaforme streaming. In questo modo è possibile decidere con tranquillità se passare una serata giocando a Hollow Knight o Halo, oppure rilassarsi di fronte a una serie tv direttamente dal catalogo di Netflix, Amazon Prime Video o Disney Plus.

Insomma, play and game or netflix and chill.

Xbox Series S è un dispostivo pensato per tutti, più adatto sicuramente a chi, come me, gioca per divertimento ma in maniera più sporadica che continua. Inoltre, la comodità e la fruibilità della console possono avvicinare anche chi, per diversi motivi, non si è mai interessato al mondo dei videogiochi. Sicuramente le dimensioni e il prezzo ridotto, invogliano molti a salpare verso mari sconosciuti.

Le linee delicate della Xbox Series S e la ricchezza dei contenuti rendono questa console una sorella minore che non ha davvero nulla da invidiare alla maggiore. Ahoy!

 

TRY-ON VIRTUALE: DIETRO IL MAKE UP C’È DI PIÙ

Una proposta potente e implicita

Scegliere il prodotto make-up che si adatti alla propria carnagione, che si intoni al colore dei nostri occhi e con quello dei capelli, che faccia sentire chi lo indossa sicuro di sé, non è mai stato semplice. Prima di comprare un prodotto, ci si interroga più e più volte se la resa finale sarà all’altezza delle aspettative.

Molti brand, tra cui i famosi L’Oréal Paris, Nyx Professional e Maybelline, hanno reso possibile la prova anche da remoto.
Il Try-on virtuale attraverso il riconoscimento facciale brevettato da ModiFace e la tecnologia di simulazione del prodotto in realtà aumentata, consente di provare online e in maniera immediata i prodotti. Ma la grande novità sarà la possibilità di farlo anche sul proprio canale social preferito, Instagram. Infatti, questa realtà ormai presente da un anno sui siti web dei brand, si sta da poco trasferendo anche sui social, data la recente opzione di Instagram e Facebook di poter comprare direttamente dalla loro vetrina.


A seguito della pandemia ci si è dovuti adattare a un nuovo modo di fare shopping, soprattutto per il mondo del make-up dove non è stato possibile mettere a disposizione della clientela i campioncini per motivi di sicurezza igienica.
In quest’ottica, nasce l’idea di trasferire l’iniziativa sui canali social, in maniera tale da poter raggiungere il più ampio pubblico possibile.È piacevole l’idea di sapere di star effettuando la scelta giusta e al contempo è un attività anche divertente. Si possono sperimentare i look più pazzi, dando anche il coraggio di cambiare il classico modo di truccarsi ed esprimersi in maniera differente.
Dietro al “divertimento“ c’è in realtà la voglia di cambiare!
È questa la proposta implicita e potente. Proprio mentre tutti abbiamo l’impressione che il post pandemia ci stia facendo entrare in una nuova era, la moda ha sempre anticipato le caratteristiche dell’era che segue catastrofi indicando i nuovi driver nei quali riconoscersi e grazie ai quali poter ‘ripartire’!
E la ‘ripartenza’ è sempre caratterizzata dal desiderio di cambiare che prende il posto della paura di cambiare .
Naturalmente il “come ci vediamo” e il “come desideriamo vederci” è il “come desideriamo che ci vedano” necessita di … sperimentazione!
E fare questo passaggio, delicato e profondo, è forse il proponimento di questa nuova tecnologia che desidera quasi “confonderci” con la sua facilità e immediatezza di utilizzo. Cambiare non è facile e – parafrasando Cesare Pavese -” cambiare stanca “.

Ma tutto con try on sembra più facile e possibile: il divertimento spinge al coraggio.
Forse non basta ma… è desiderabile crederlo!

Questo permetterà, inoltre, una maggiore interazione del cliente con la propria community online. Ad esempio, ci si potrà provare diversi lipstick e chiedere ai propri follower quale preferiscono. Un momento quindi anche di condivisione e di socialità virtuale
Dunque un’esperienza alternativa per il cliente che potrà, anche comodamente seduto sul proprio divano, provare il prodotto in maniera completamente igienica e realistica.
Inoltre, è possibile confrontare il prima e il dopo. In questo modo i clienti vivranno un’esperienza personalizzata. Quasi come se ci fosse una beauty guru al tuo fianco ad aiutarti.

Una coccola attraverso lo schermo che faciliterà la scelta di molti clienti, soprattutto i più indecisi.

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