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Serena Faro

Serena Faro has 6 articles published.

Siciliana nel cuore, è nata nel 1994 a Catania dove è cresciuta tra il profumo dei limoni e il sapore di salsedine. Fin da bambina le piace raccontare storie ed è questo amore smisurato a spingerla tra le braccia della letteratura. Si laurea in Lettere Moderne ma adesso la città dove è cresciuta le va troppo stretta e decide di avventurarsi oltre i confini della sua isola. Si trasferisce a Bologna dove, sotto i portici, trova e annota nuovi racconti di vita. Accolta presso il campus di eccellenza Camplus Alma Mater, si laurea infine Letterature moderne, comparate e postcoloniali con una tesi sul folklore e Stephen King, il maestro letterario di sempre. Eppure sa che per ogni storia che finisce un'altra aspetta solo di essere ascoltata e lei non vede l'ora di sapere di quale sarà.

TRA FOGLIE DI MATCHA E TÈ NERO, SI TORNA A VIAGGIARE

«L’arte di riparare le ferite»

«L’arte di riparare le ferite» o anche quell’arte-terapia che in giapponese viene espressa con il termine kintsugi. Altro non è che una filosofia orientale che prende il suo significato dalla tecnica giapponese di riparare le ceramiche utilizzando frammenti di oro per rimettere insieme i pezzi rotti. Kintsugi significa letteralmente “riparare con l’oro” e rappresenta il biglietto da visita dell’omonima tea room a Torino.

Tra un dolce e una tazza di tè

Il progetto è quello di una ragazza che un paio di anni fa ha aperto una tea room unica nel cuore di Torino. Il nome scelto non è un caso, è l’augurio di potersi ritrovare e ricomporre nonostante tutto, magari proprio attraverso una tazza di tè in compagnia. Ispirandosi al Giappone e alle esperienze vissute, Francesca Alessio decide di portare un po’ di quei luoghi magici a Torino e lo fa, aprendo una tea room unica e dal sapore tutto orientale.

Le creazioni homemade, dai tipici mochi alle japanese cakes, sono delle deliziose espressione dell’arte giapponese.

La prima impressione è quella di aver appena preso l’aereo ed essere arrivato in Oriente, il tutto in soli cinque minuti. Entrando da Kintsugi and cakes si dimentica, per un istante, di essere ancora in Italia e di vivere una pandemia. L’aroma caratteristico del matcha ci accompagna fino al nostro posticino in mezzo al verde, ed ecco che stiamo di nuovo viaggiando senza preoccuparci di varianti e vaccini. Un piccolo mondo, una “ tana del bianconiglio” in cui poter staccare la spina e godersi, sorridenti, un tè caldo e un dolce. 

Matcha come vuoi tu

Il menù è estramemento vario e, a una prima occhiata, viene davvero voglia di provare tutto, soprattutto per chi come me appartiene alla categoria dolce-batte-salato. D’altronde si sa che gli zuccheri fanno tornare il buonumore. Sicuramente il matcha non poteva mancare nella mia scelta ed è per questo che ho scelto la torta al matcha e crumble di cioccolato, scoprendo poi che si tratta proprio del dolce simbolo del locale. Io ho scoperto il locale in inverno, quindi ho deciso di accompagnare la torta con un bel tè nero dello Yunnan aromatizzato con pesche dolci di montagna e rosmarino fresco. Esistono, ovviamente, anche varianti fredde come ad esempio il tè ghiacciato ai mirtilli o latte vegetale, butterfly pea tea, cardamomo e vaniglia Burbon.

Ogni nome sembra una formula magica, l’incantesimo di una creatura dei boschi come d’altronde un po’ tutto da Kintsugi and Cakes.

Ciò che davvero rende speciale questo locale è l’estrema cura per i dettagli, quel tocco delicato ma speciale che rende unico ogni singolo elemento nel menù. Non c’è dolce o bevanda che non sia caratterizzata da un tocco personale: dalle pagliuzze d’oro nella torta al matcha, al fiore rosso della black bonseki. Frutto di passione e amore, la tea room nel cuore di Torino è un luogo che ho avuto il piacere di scoprire perdendomi e, in tal modo, ritrovandomi.

Un piccolo angolo che rende queste giornate meno grigie.

TRAGEDIA GRECA EXPERIENCE

Al teatro greco di Siracusa si vivono le tragedie di ieri per ripartire dopo quella di oggi

Due cose ricordo ancora oggi della prima volta che mi sono recata all’antico teatro greco di Siracusa per assistere a una delle famose rappresentazioni: la prima era il caldo infernale del pomeriggio sulle gradinate bianche che mi ha fatto rimpiangere di non essermi portata un ombrello per ripararmi dal sole; la seconda è come io mi sia dimenticata subito del caldo una volta che il sole è sceso e lo spettacolo ha avuto inizio.

Quell’attesa pomeridiana, su scalini scomodi e sotto il sole cocente, è diventata sempre meno stancante e più un conto alla rovescia dolce amaro. Un tempo che si assottigliava pian piano prima dell’inizio della tragedia, in cui la storia antica torna a bussare magicamente alle porte di noi moderni desiderosa di essere ascoltata.

La grandiosità del teatro greco porta con sé un’immensa meraviglia, rappresentando il luogo d’incontro tra passato e presente.

Un presente che di tragedie ne conosce abbastanza, una su tutte quella che ci accompagna ormai da più di un anno e di cui aspettiamo ardentemente il finale. La “tragedia” della pandemia viene qui messa da parte, dimenticata anche se per poche ore in favore di qualcosa di pur sempre tragico ma anche d’intrattenimento.

Le tragedie ci parlano ancora 

Incorniciato dalle rocce bianche siracusane, il parco archeologico e il suo teatro greco si rianimano ogni estate riportando in vita quelle tragedie, partimonio della classicità, che hanno ancora molto da dire. Ricordo perfettamente la Medea che vidi parecchi anni fa, in cui un teatrante dipinto di nero si aggirava tra le rocce come una bestia. Ero così presa da ciò a cui stavo assitendo che per un momento ho dimenticato si trattasse di uno spettacolo e non di qualcosa di reale. O ancora le Baccanti con il deus ex machina che irrompeva sulla scena a bordo di un carro dorato, le Rane reintepretate in chiave moderna da Ficarra e Picone, il suggestivo adattamento hard boiled delle Coefore di quest’anno.

Ogni anno, le opere di Eschilo, Sofocle ed Euripide trovano un nuovo modo per essere raccontate trasmettendo con estrema potenza i loro messaggi originari.

E l’emozione che ti assale a tragedia conclusa è una sensazione strana da descrivere. Così come rapidamente il teatro prende vita sotto la luce delle stelle, così torna a dormire in attesa del prossimo spettacolo. Un’esperienza che ìnizia nel momento in cui si mette piede nel teatro, quasi come se per una sera stessimo viaggiando nel tempo e prendessimo parte alla storia antica. In quella forza catartica risiede anche la speranza di un nuovo inizio che ponga fine alla tragedia reale e fittizia.

PICCOLA MA POTENTE

Se è vero che non bisogna farsi ingannare dalle apparenze, allora non c’è dubbio che la “piccola” Xbox Series S rappresenti proprio questo detto.

 Xbox Series S stuzzica tutti

La console ha fatto il suo debutto l’anno scorso, presentandosi piccola, compatta e abbastanza maneggevole. Un prodotto decisamente diverso rispetto ad altri dispositivi videoludici del settore come la sorella Xbox Series X e l’avversaria PS5, perché, per la prima volta, siamo di fronte a una console che unisce potenza ma anche praticità. Ed è d’altronde per questo motivo che la Xbox Series S si presenta come un dispositivo in grado di avvicinare tutti, anche chi non è un pro-gamer ma solo un appassionato soft, come me.

Ho acquistato questa versione della mitica console di casa Microsoft perché da tempo accarezzavo l’idea ma, non essendo una gamer incallita né tantomeno giocando per professione, non mi ero decisa ancora a compiere questa spesa. Ai piani alti della Microsoft devono avermi letta nel pensiero, perché l’anno scorso ha fatto il suo debutto una console piccola e dal prezzo competitivo ma che prometteva di conservare le stesse caratteristiche di sempre.

L’estetica elegante unita al catalogo ricco e in continua espansione sono i due assi vincenti che rendono la Xbox Serie S un gioiellino da non sottovalutare.

L’universo dentro una scatolina bianca

Acceso il dispositivo e una volta compiuti tutti i passaggi del caso, estremamente facili e guidati, ci si immerge nel mondo colorato e vivido della Xbox Series S. Il controller è morbido sotto le dita, particolarmente recettivo e pronto a guidarti come il timone di una nave. Che tu sia un marinaio un po’ inesperto o un pirata dei sette mari ti lasci trascinare dalle onde. Nel mio caso, mi ritengo un mozzo con l’ambizione da capitano, ho navigato con estrema facilità e sono approdata su lidi sicuri: giochi di nuova generazione adatti ai gusti di tutti; Xbox Game Pass per ottenere diversi titoli gratuitamente e per accedere a un cataolgo continuamente riaggiornato; immagini straordinare e colori brillanti.

E oltre alla dimensione videoludica, la console permette di scaricare il meglio delle piattaforme streaming. In questo modo è possibile decidere con tranquillità se passare una serata giocando a Hollow Knight o Halo, oppure rilassarsi di fronte a una serie tv direttamente dal catalogo di Netflix, Amazon Prime Video o Disney Plus.

Insomma, play and game or netflix and chill.

Xbox Series S è un dispostivo pensato per tutti, più adatto sicuramente a chi, come me, gioca per divertimento ma in maniera più sporadica che continua. Inoltre, la comodità e la fruibilità della console possono avvicinare anche chi, per diversi motivi, non si è mai interessato al mondo dei videogiochi. Sicuramente le dimensioni e il prezzo ridotto, invogliano molti a salpare verso mari sconosciuti.

Le linee delicate della Xbox Series S e la ricchezza dei contenuti rendono questa console una sorella minore che non ha davvero nulla da invidiare alla maggiore. Ahoy!

 

A PLEIS UER FUD IS A GIORNEI

Dalla carne d’asina di Chiaramonte alla provola dolce delle Madonie, FUD porta in tavola la Sicilia in modo unico

In una delle vie principali della “movida” catanese, nasceva qualche anno fa FUD: un locale moderno e diverso che si proponeva come un nuovo modo di intendere la cucina siciliana adattandola alla modernità. Oggi FUD è diventata ormai un’istituzione, un luogo in cui ogni catanese è andato almeno una volta e che anche i turisti, provenienti da ogni dove, hanno imparato a conoscere e apprezzare. Proprio il successo della prima bottega, ha portato alla nascita di un franchise con sedi a Milano e Palermo ma quale è il segreto di FUD? Lo stesso sito, con cui il locale si presenta al pubblico, ci tiene a precisare che sono tre i pilastri portanti sui quali la bottega si fonda. Tre fattori strettamente legati tra loro che FUD promette di adempiere a pieno e, in effetti, lo fa.

Componente umana, sicilianità dei prodotti ed eco-friendly

All’interno del locale si respira un’aria conosciuta, quella del fritto tipicamente siciliano misto a un aroma familiare che sa di casa. Io, che siciliana lo sono fin dentro le ossa, ho sempre ritrovato all’interno del FUD l’atmosfera tipica della cucina di mia nonna, unita a un sapore diverso che sa di modernità.  Lo staff e tutto il personale riescono a mettere il cliente, anche il più esigente, a proprio agio dimostrandosi sempre molto affabili e pronti a dare consigli per orientarne la scelta. Nemmeno le promesse di sicilianità e bio vengono meno.

Da un lato, è possibile ritrovare nei panini, nelle pizze e negli hamburger ingredienti provenienti da tutto il territorio siculo con annotazioni specifiche. Un esempio? Il Porc Burgher, ovvero un panino con carne di suino nero dei Nebrodi, cipolla di giarratana in agrodolce e verdure selvatiche saltate in aglio rosso di Nubia. Insomma un panino da leccarsi i baffi con una presentazione che aumenta l’hype del consumatore. Dall’altro lato, non manca l’attenzione per la terra e infatti FUD mantiene la sua promessa nel portare al consumatore prodotti legati alla terra ma allo stesso tempo rivolti alle generazioni di oggi.

FUD “vo fa l’ammmericano”

Una realtà che cerca di unire la tradizione dei prodotti con il gusto fresco delle nuove generazioni e la loro continua voglia di qualcosa di diverso e unico. Ecco perché la vera chicca di FUD sta nella presentazione dei suoi piatti, i cui nomi inglesi vengono “sicilianizzati” in maniera simpatica e geniale.

Sicuramente è questo il primo elemento che colpisce il consumatore e lo spinge, per curiosità più che altro, a voler provare la bottega. Una mossa che ha spinto me in primis a voler assaggiare i piatti di FUD che non mi hanno lasciata, quasi mai, delusa: dallo Shek Burger al Dabol Burgher fino a quello che è diventato in breve tempo il mio panino preferito vale a dire il Big Bab.

La possibilità oggi di trovare locali simili è decisamente aumentata rispetto al passato, eppure è in quella voglia di ironizzare e di sperimentare che è possibile trovare il vero gusto di FUD.

UN TUFFO IN UNA PENTOLA DI TÈ

Una bottega da scoprire nella “Dotta, Grassa, Rossa, Turrita” Bologna

Nascosta nel cuore di Bologna, a pochi metri da Piazza Maggiore esiste una bottega piccina picciò che promette di regalare, però, grandi emozioni. Immergendosi, infatti, tra i portici e i vicoli della città rossa è possibile capitare di fronte a un negozio chiamato La Pentola del Tè. Gli appassionati bolognesi conoscono il luogo e ve lo consiglieranno in men che non si dica, voi date loro ascolto e provate le esperienze che questa bottega ha da offrire.

Ce n’è per tutti i gusti

Dopo aver sentito parlare di questo negozio da altri, ho deciso di provare io stessa questo negozio così amato. Situata in una stradina chiamata via Caduti di Cefalonia, La Pentola del Tè probabilmente non attirerebbe le attenzioni del passante casuale. Incastrata tra altri negozi e pub, la bottega appare piccola e a un primo sguardo poco allettante ma è quello che nasconde al suo interno il vero tesoro. Ad accogliermi sono stati una varietà vastissima di tè e tisane, ognuna delle quali protette e conservate dentro appositi contenitori: coppi ricolmi di infusi che in fila indiana ti “osservano” da alti scaffali, in attesa di essere scelti. Di fronte a così tante opzioni, è normale rimanere interdetti ed ecco perché un valido aiuto viene offerto dalle due proprietarie che con domande specifiche riescono a individuare i sapori più adatti a te.

Dal difficile tè nero, al sofisticato tè bianco, dagli infusi alla frutta al tè verde fino ai tè specifici per la mente, l’anima e il corpo.

E se non volete arrivare del tutto impreparati, sul sito trovate elencati tutti i tè a disposizione, in base alle vostre preferenze personali. Questa grandissima varietà ma soprattutto la cura nel dettaglio rappresenta il punto di forza di una bottega apparentemente anonima. L’intento di La Pentola del Tè è quello di aiutarvi passo, passo nella scelta di un prodotto che non deluda le vostre aspettative e, soprattutto, rispecchi a pieno i vostri gusti.

Non solo tè

All’interno della bottega, inoltre, potete trovare molto altro: specialità alimentari, dolci, spezie e tante idee regalo per gli appassionati del tè e non solo. Sono molte le proposte che La Pentola del Tè offre anche a chi, magari, non è appassionato della bevanda. Come ho detto c’è un angolo appositamente dedicato alle spezie provenienti da tutte le parti del mondo. Anche i dolci sono molto apprezzati, infatti a dicembre, durante il periodo natalizio, era possibile assaporare una cioccolata calda preparata al momento e arricchita di cannella a piacere.

La Pentola del Tè è una piccola bottega ma non fatevi ingannare. Fermatevi un momento a esplorarla all’interno, prendetevi il vostro tempo e potreste scoprirvi degli appassionati.

IL CREPITIO DI MONDI DA ESPLORARE E MOMENTI DA CONDIVIDERE

Yankee Candle: tantissimi profumi a portata di naso

Se è vero che per viaggiare basta la fantasia allora una buona candela profumata aiuta senza dubbio a rendere il viaggio più gradevole. Le candele donano sempre un particolare tocco magico, oltre a essere un accessorio molto presente negli ambienti domestici moderni. E trattandosi di candele, la maggior parte di voi avrà senza dubbio sentito parlare delle Yankee Candle, uno dei brand oggi più famosi e diventato, ormai, una vera e propria istituzione. Facciamo un breve ripasso. Yankee Candle è un’azienda americana nata addirittura nel 1969, il cui intento è stato, da sempre, quello di produrre profumazioni quanto più autentiche possibili utilizzando oli essenziali ed estratti naturali. Esistono diversi formati: le giare dalla triplice dimensione, le tarts da bruciaessenza, i lumini … insomma ce n’è davvero per tutti i gusti! Con il passare del tempo, inoltre, il brand si è ancor più specializzato, creando delle edizioni speciali imperdibili.

La scelta particolare dei nomi è un dettaglio che ha reso ancora più intrigante il brand Yankee Candle. Ogni singola candela, infatti, si chiama in maniera diversa e ciascun nome cerca di richiamare alla mente l’essenza stessa della candela, della sua profumazione specifica. Non solo Yankee Candle tenta di associare un nome a un aroma ma ci riesce perfettamente ed è proprio da quei nomi sulla famosa etichetta che ci lasciamo incuriosire, fin da subito. La mia scelta, per esempio, è stata guidata dal nome della candela prima ancora che dalla sua profumazione.

Aromi che sanno di casa e di ricordi

Un giorno, mentre facevo un giro all’interno di un negozio mi sono imbattuta in uno scaffale interamente adibito al noto marchio. Da amante di lunga data delle candele e avendo ascoltato, quasi fino allo sfinimento, mirabolanti recensioni sulle Yankee Candle ho deciso anche io di provare. Il formato per il quale ho optato è stato inizialmente quello della giara piccola e che io ho scelto nella profumazione Candlelit Cabin. Le note di fragranza aleggiano mentre la candela si consuma: noce moscata, pepe nero, magnolia e persino nocciola.

Profumi che si mescolano tra loro in perfetta armonia, regalando un momento di puro relax, magari in compagnia di un buon libro e un bicchiere di vino. E non solo quello.

Negli aromi delle candele Yankee Candle ho ritrovato i profumi della mia infanzia, ricordi speciali nascosti sotto la superficie della mia memoria e che una piccola giara di vetro è stata in grado di risvegliare. Candlelit Cabin mi ha ricordato le domeniche in montagna, l’odore intenso dei pini attorno e quello meno tangibile del freddo invernale. La seconda candela che ho deciso di prendere è stata Vanilla Cupcake. La candela in questione è considerata un vero e proprio must e presto anche io ho capito perché: glassa alla vaniglia e zucchero per dolci si mescolano al cacao mentre, più lievemente, è possibile percepire le delicate note del limone. Una profumazione che mi ha riportato alla mente i dolci preparati insieme a mia nonna nella sua cucina, il gelato in riva al mare, le candeline accese sulle tante torte di compleanno, i pomeriggi passati al cinema con qualche caramella di troppo. È proprio qui che si cela il vero punto di forza della compagnia di candele più famosa al mondo.

 Tradizione estetica per un’esperienza sensoriale unica

Ogni Yankee Candle è un’esperienza sensoriale unica, in cui la fantasia vola ad ali spiegate e ci trasporta verso mete nuove o solo da riscoprire.

Sono candele che regalano momenti di pura serenità da passare da soli o in compagnia ed è divertente vedere come a ognuno di noi rimandino a qualcosa di diverso. La pecca è che si le Yankee Candle non sono esattamente un prodotto low cost, potete considerarla quella coccola extra che ci si può concedere ogni tanto. Ciò che contraddistingue le Yankee Candle da una qualsiasi altra candela profumata è il connubio tra valore estetico e valore percettivo. Le classiche giare tradizionali nascondono poi profumazioni variegate, adatte davvero a tutti. Lasciatevi avvolgere anche voi dai mille profumi che queste candele hanno da offrire.

 

 

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