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Louis Vuitton

IL LIMITE È LA PROSSIMITÀ DELL’OLTRE /4: IL POST-VENDITA di LOUIS VUITTON

Andare OLTRE … alla vendita!

Come ci ha insegnato Mario Sala, i nostri clienti chiedono sempre più un “Oltre”. Ma qual è l’oltre?

Di recente, ho vissuto personalmente un’esperienza di “oltre” nella mia veste di cliente (che, come ben sa chi mi conosce, indosso con una certa frequenza).

L’occasione mi si è presentata quando ho deciso di far riparare una vecchia borsa di Louis Vuitton di mia madre, ancora bellissima ma un po’ usurata dal tempo. Mi sono rivolta alla boutique di Via Montenapoleone, dove, in un ambiente elegante e curato in ogni minimo dettaglio, sono stata accolta, seguita e servita con una cortesia straordinaria, sia quando ho portato la borsa e sia quando, a distanza di un mesetto, sono passata a ritirarla. Risultato dell’intervento: borsa tornata come nuova.

Fin qui, nulla di particolarmente sorprendente, tenuto conto che le aspettative erano in linea con il brand di lusso in questione.

Quello che mi ha colpito, invece, è stato un particolare accaduto la sera stessa del ritiro: ho ricevuto una mail con la quale venivo invitata a partecipare ad una survey sulla mia esperienza relativa al Servizio After Sales ricevuto. Un questionario fatto davvero bene, volto ad approfondire il mio livello di soddisfazione sul servizio ricevuto, a raccogliere la mia opinione sui vari aspetti vissuti in store e a farmi valutare la percezione del brand alla luce dell’esperienza vissuta. Al termine, i ringraziamenti per aver aderito alla survey e l’augurio di potermi ospitare nuovamente nelle loro boutique.

Questa survey ha davvero colto nel segno: mi ha fatto sentire importante per un brand che, così prestigioso, ha dimostrato di avere a cuore la mia opinione, il mio giudizio, la mia valutazione, pur essendomi rivolta a loro solo per un servizio post vendita (di una vendita peraltro risalente a una ventina di anni prima).

Due aspetti vorrei cogliere.

Da una parte, credo che la mia esperienza dia dimostrazione dell’importanza che assume, sempre più, la fase del post vendita nell’ambito della customer experience: il cliente va fatto sentire importante non solo nel momento in cui acquista, ma anche e soprattutto dopo, quando è già tornato a casa e percepisce che il brand continua ad interessarsi a lui. Si crea così una fidelizzazione indissolubile. In tal senso può proprio dirsi che la cura del post vendita rappresenti sempre più un “Oltre” del quale le aziende non possono più fare a meno.

Dall’altra, ho percepito che il rispondere a questa survey “costringa” il cliente a riflettere sulla propria esperienza e a comunicarla attraverso le sue risposte. La comunicazione è parte co-essenziale alla comprensione della propria esperienza: è proprio l’atto del comunicare che ce la fa comprendere appieno. Infatti, non è che “prima” si vive un’esperienza e “poi” la si comunica: è proprio mentre la comunichiamo che la comprendiamo appieno!

Ecco, dunque, come un brand importante, mentre ci chiede una valutazione, ci fa davvero accorgere del “bene” ricevuto facendosi apprezzare più compiutamente: bravi!

A PARIGI NASCE UNA LIBRERIA D’ALTA MODA

L’atelier letterario di Louis Vuitton

Con l’ausilio della nostra penna conduciamo i lettori nel cuore di Parigi, più precisamente nell’elegante quartiere di Saint-Germain-des-Prés. Un vero e proprio fiore all’occhiello della capitale francese. Qui le vie sono fiancheggiate da gallerie d’arte, eleganti case in stile parigino, locali d’alta cucina e sfarzosi cafè. Tra la ricercatezza di questi ambienti trova posto quella boulevard un tempo tanto amata da Jean-Paul Sartre e Samuel Beckett. Certo, oggi non possiamo incontrarli passeggiare – con gli occhi pensanti – sotto la luce giallastra dei lampioni a gas. In questi luoghi, però, i libri e la letteratura occupano ancora adesso un posto d’onore. Le librerie non si riescono a contare, mentre lungo le rive della Senna è facile scorgere dei caratteristici mercatini di libri usati. I bibliofili più appassionati, poi, non possono non sedersi ai raffinati tavolini del Flore, il celebre cafè dove, di frequente, usavano ritrovarsi gli scrittori del passato.

Non di meno – come è ben noto – Parigi risplende nel panorama mondiale per le sue rinomate boutique d’alta moda. Insieme a New York, Londra e la nostra Milano è, infatti, considerata una delle “big four” (ovvero le quattro grandi capitali della moda). Tra i tanti brand del settore che hanno trovato i loro natali ai piedi della Tour Eiffel possiamo menzionare Chanel, Yves Saint-Laurent, Louis Vuitton.

Proprio nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés, di fianco al Cafè de Flore, trova posto uno degli store di punta di Louis Vuitton, un astro che brilla sulla riva sinistra della Senna.

La boutique – dopo decenni e decenni di ininterrotta attività – a causa della pandemia di Covid19 che continua imperversare avrebbe dovuto calare i battenti sino a data da destinarsi. La maison francese, tuttavia, decisa a non darsi per vinta, ha trovato un modo al quanto originale per mantenere aperte le porte di questo rinomato atelier.

Quando la moda incontra i libri

Lo shop di Louis Vuitton di Saint-Germain-des-Prés è diventato una ricercata libreria temporanea che crea un connubio perfetto con gli ambienti letterari del quartiere parigino. La boutique ospita al suo interno dei pregiati volumi selezionati con cura dalla stessa maison. In più, accoglie l’intero catalogo (ad oggi comprendente più di cento titoli) delle edizioni che il brand francese continua a pubblicare da oltre un ventennio. Tra queste possiamo trovare le raccolte di viaggio (City guide, Travel book) e gli album fotografici (Fashion eye). La punta di diamante della collezione è rappresentata dai libri dedicati alle creazioni Louis Vuitton: si tratta di esclusive edizioni limitate che riportano la firma di celebri editori di fama internazionale.

La scelta adottata dallo store non è unicamente in linea con l’identità del quartiere in cui è collocato, ma rispecchia anche una peculiare sfaccettatura identitaria del brand di moda. Più di un secolo di storia, infatti, lega la maison all’ambiente letterario. Nel 1914, Gaston-Louis Vuitton (nipote del fondatore dell’azienda) istituì una grande sala di lettura in una prestigiosa boutique sugli Champs-Elysées. L’uomo era un fervente cultore di libri, di arte e letteratura, tanto che diede origine a tre associazioni bibliofile e istaurò fitte corrispondenze con diversi editori, illustratori e scrittori dell’epoca. Gaston, per l’azienda di famiglia, progettò dei bauli che fungevano da piccole biblioteche da viaggio.

Oggi il bookshop temporaneo di Saint-Germain-des-Prés offre ai propri clienti un’esperienza unica e sorprendente. Chiunque faccia ingresso nella boutique, infatti potrà intraprendere, per la prima volta, un caleidoscopico viaggio tra centinaia di opere librarie firmate Louis Vuitton e conoscere da vicino un affascinante aspetto – ancora a molti sconosciuto – di questa maison d’alta moda.

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