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HAI MAI ASCOLTATO IL CIBO?

Food Ensemble: il primo concerto che puoi mangiare

Il cibo gioca da sempre con i nostri sensi.

L’impiattamento incuriosisce la vista, il profumo ammalia l’olfatto, la consistenza convince il nostro palato, il gusto, infine, lascia esplodere in una melodia ogni nota sensoriale.

Ma, spesso, dimentichiamo che anche i suoni possono influenzare la nostra esperienza, spostando in un verso o in un altro la percezione dei sapori. Le alte frequenze, ad esempio, ci faranno percepire maggiormente i sapori dolci, mentre alcuni toni gravi accentueranno i sapori amari.

Quando parliamo di suono, non facciamo esclusivo riferimento alle note musicali, ma anche all’affascinante rumore del cibo stesso: il sobbollire dell’acqua, lo scricchiolio di una patatina, la mescita del vino, lo scoppiettio del soffritto, la danza delle fruste tra le nuvole bianche.

Un’immersione completa

Immagina di vedere uno chef cucinare dei bellissimi piatti davanti ai tuoi occhi, senti i rumori della preparazione che riempiono la stanza, lentamente i rumori si trasformano, si sommano e diventano musica.

A questo punto, mentre stai ascoltando la composizione, puoi assaporare il piatto i cui suoni la hanno generata.

È questa la premessa di un invito a cena dello chef Andrea Reverberi, il sound designer Francesco Sarcone, sous-chef e sommelier Marco Chiussi.

Tre giovani artisti che hanno dato vita al progetto Food Ensemble, il primo concerto che puoi mangiare.

Lo sviluppo dell’idea

Partiti utilizzando strumenti di cucina come elementi musicali, hanno presto capito che mancava un elemento di connessione con il pubblico in grado di stimolarne tutti i sensi.

Hanno, così, aggiunto il cibo dando vita ad un vero e proprio spettacolo: ogni brano è composto partendo dai suoni e dai rumori prodotti dalle materie prime e dagli strumenti utilizzati per la preparazione dei piatti, lasciati poi degustare agli ospiti.

Una performance di musica e cucina, un’esperienza da vivere come un concerto, uno spettacolo da gustare come una cena. Un nuovo modo di coinvolgere gli ospiti che, da fruitori dello spettacolo, diventano parte integrante dello stesso.

Pronti ad ascoltare il suono dei loro piatti?

Ricerca, contaminazione e sperimentazione sono gli ingredienti principali di Food Ensemble.

Le degustazioni si compongono generalmente di quattro portate e relative quattro composizioni musicali.

Ogni brano è composto partendo dai suoni e dai rumori prodotti dalla realizzazione dei piatti che accompagna, campionati dal vivo. Piatti che vengono realizzati davanti agli occhi dello spettatore proprio come in uno show cooking. Musica che viene eseguita dal vivo come in un concerto live.

Nel pieno rispetto di tutti i 5 sensi, nei loro piatti nulla è lasciato al caso come conferma una delle recensioni condivise “Un’immersione fatta di ritmo, profumi, colori e richiamo all’estetica che mi ha regalato una forte sensazione di armonia e trasporto e fatto percepire che tutto fosse nel posto giusto, nel momento giusto”.

Come sviluppate l’ideazione delle vostre performance?

Partite dalla materia prima che volete utilizzare o dalla melodia che volete creare?

Ogni piatto è un viaggio a sé, a volte partiamo da un gusto che abbiamo in mente, a volte da un passaggio musicale che vogliamo descrivere con i sapori, a volte dal suono di qualcosa che mangiamo ogni giorno ma che in quel preciso giorno ci ha comunicato qualcosa.

Di solito le idee migliori nascono quando ci poniamo delle domande, ad esempio: “come facciamo a creare un piatto healthy, vegetale, con un carattere deciso e che suoni da paura?” Così è nato “Cannoli Babaganoush”, una delle nostre composizioni più apprezzate, dopo tanti tentativi, uno studio approfondito delle materie prime e una ricerca sonora minuziosa.

Il 2019 vi ha visto impegnati in un tour di 6 mesi contrassegnato dal “Tutto esaurito” in 20 città attraverso 4 Paesi; avete collaborato con importanti brand del settore alimentare e raccontato in musica 4 ricette di Davide Oldani, un progetto da cui è nato un album ascoltabile su Spotify e un disco in vinile “Spaghetti Symphony”, presto in uscita.

Eravate pronti per il Tour 2020. La pandemia vi ha costretto a rinunciare al contatto diretto con il pubblico, ma non ha spento fiamme e amplificatori che avete acceso nelle vostre case.

Quali nuove forme di intrattenimento avete sperimentato in questo periodo e quali sono, invece, i vostri progetti per il futuro?

Ci siamo interrogati molto sul concetto di vicinanza, perché la nostra preoccupazione non era quella di stare fermi, bensì di continuare ad essere vicini alle persone che ci seguono e ci aspettano. Perciò abbiamo raccontato ricette, ci siamo esibiti nelle nostre case, abbiamo condiviso le nostre storie e le nostre passioni… e abbiamo ascoltato tanto gli altri!

Novembre e dicembre saranno i mesi del ritorno ai live per noi, riparte quindi il nostro tour che ci vedrà in diverse città d’Italia, poi per il 2021 abbiamo tante novità, alcune nuove collaborazioni e un sacco di produzioni nuove pronte a uscire.

Ultima domanda, per noi la più importante!

Sui vostri social, rivolgendovi ai vostri ascoltatori, scrivete: “A volte alziamo lo sguardo per vedere se ci siete ancora. Siete in perfetto silenzio. In questi momenti ci chiediamo cosa si viva dalla vostra prospettiva “. Avete trovato una risposta?

Non del tutto! Ognuno ha la sua risposta e non è possibile sintetizzarle tutte. Quello che più spesso ci riportano i nostri ospiti è lo stupore, quella sensazione di qualcosa che non ti aspetti anche se sai che devi aspettarti qualcosa di diverso.

L’ingrediente segreto del successo del trio Food Ensemble è, dunque, la capacità di stupire, emozionare ed entusiasmare i propri ospiti regalando loro un’esperienza in grado di risvegliarne tutti i sensi.

Non ci resta che attendere di poter mangiare uno dei loro concerti!

UNO CHEF NELLA TUA CUCINA: I LOVE OSTRICA

Fra le prime 100 eccellenze italiane la perla del mare di Luca Nicoli 

Devi organizzare una cena importante, un evento aziendale, vuoi festeggiare un anniversario, stupire i tuoi ospiti o semplicemente assaporare del pesce fresco? I love Ostrica è la soluzione che fa per te!

Il progetto imprenditoriale ha inizio da un’idea di Luca Nicoli, bergamasco di origine, che da sempre ha il sogno di promuovere la cultura dell’ostrica e dei prodotti più rari e preziosi del mare. Nel 2007 Luca fonda La Piazzetta del Pesce, un e-commerce ittico che vende pesce di alta qualità e freschezza a ristoranti e privati, promuovendo non solo l’ostrica, ma tutta la cultura e la tradizione legata al pescato fresco. 

La passione di Luca, i “luxury fish events” che periodicamente organizza in cui le ostriche diventano protagoniste di degustazioni, banchetti, catering a domicilio ed eventi aziendali, l’entusiasmo del pubblico, portano alla nascita di “I love Ostrica”, www.iloveostrica.it, originale shop online, catering e degustazioni con protagoniste ostriche, crudités di mare e pescato di altissima qualità.

Il viaggio nel mondo delle ostriche, crudi, caviale e delizie del mondo del pesce ha inizio sul portale dove a seguito dell’ordine i prodotti vengono acquistati presso i migliori fornitori, abbattuti a -40° in tempi brevissimi per mantenere tutte le proprietà, confezionati in una speciale Fresh Box per conservare la freschezza del prodotto, e infine consegnati direttamente a casa tua in sole 24 ore.

Per completare la tua cena/evento, sul sito puoi trovare anche degli ottimi vini da abbinare, gli accessori utili per le tue preparazioni nonché delle gustose ricette per valorizzare il pesce che stai acquistando.

I love Ostrica non è un semplice shop on-line, offre anche un servizio di “chef a domicilio” che ti permette di non rinunciare alla tua idea, di organizzare cene ed eventi o di stupire la tua Lei in un’occasione particolare. Uno chef dopo aver ricevuto il dettaglio del tuo ordine, acquista i prodotti migliori, li porta a casa tua e li valorizza nella tua cucina, trasformando la tua casa in un ristorante di lusso.

L’ideazione di una soluzione originale ed esclusiva per privati e aziende, l’eccelsa qualità, la velocità di esecuzione dell’ordine e l’invenzione dei luxury fish event, ha permesso a I love Ostrica di aggiudicarsi il premio come una delle 100 eccellenze italiane del 2020, assegnato da So Wine So Food e Forbes Italia.

UN BRAND INNOVATIVO ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE

Alla Gastronomia Firenze entri in cucina con la webcam

Erano una holding di successo nel campo della ristorazione, operante da anni sul territorio fiorentino, con 117 dipendenti, 11 punti vendita e un fatturato che nel 2019 raggiungeva i 10 milioni di euro. Poi, all’improvviso, il 9 marzo è arrivato il lock-down, con la chiusura di tutto.

Dopo qualche giorno di comprensibile sgomento, questo gruppo di prestigiosi artigiani non ha esitato a rimboccarsi le maniche, iniziando a progettare nuovi modelli di business, il tutto sotto la regia dell’eclettico Federico Menetto, che si occupa da anni dello sviluppo di business e startup in questo settore.

Ne è nata l’idea di un nuovo progetto, che hanno deciso di chiamare “Gastronomia Firenze”. Un brand che raggruppa in un’unica realtà diversi artigiani, maestri ciascuno di una propria specialità: Davide Bedu, maestro del pane, Domenico Grisafi, chef di talento, Raimondo Mendolia, maestro della pasta, Michele e Peppe Zullo, cuochi di prestigio.

In pochi giorni, hanno costruito una piattaforma web per l’e-commerce di piatti delivery. Alla velocità della luce sono stati realizzati: marchio, sito e acquisizione delle competenze sul delivery (ordini on line e al telefono, consegne, packaging con metodi di conservazione dei cibi). Due gli investimenti fondamentali: la formazione per la digitalizzazione delle competenze e i nuovi macchinari per riuscire ad essere efficienti ed efficaci in tutta l’organizzazione.

Martedì 14 Aprile 2020, Gastronomia Firenze è partita, e in un attimo è arrivata al numero di 100/150 ordini al giorno.

Il sito è fatto davvero bene. Da qui, anche con l’ausilio di un operatore in chat, si possono ordinare facilmente sia prodotti alimentari sia piatti pronti, dalla colazione alla cena, scegliendo tra una vasta gamma di prelibatezze. Ed è prevista la consegna a domicilio gratuita, e senza un minimo di spesa, a Firenze e Sesto Fiorentino. Le immagini dei piatti da poter ordinare e dei prodotti genuini in vendita sono accattivanti e realistiche, nel senso che sembra davvero di avere il cibo davanti agli occhi, tanto da percepirne quasi il gusto e il profumo. Difficile non farsi prendere dal desiderio di ordinare. E poi, si possono vedere i video esplicativi degli chef che preparano i piatti, cosa che trasmette genuinità, competenza e serietà.

Ma la vera novità che propone questo brand è quella di ricreare l’esperienza di bottega, che in questo periodo non è stato possibile vivere in prima persona, attraverso un sistema di video conference che offre l’opportunità agli utenti di entrare virtualmente in contatto con il bottegaio: ed infatti, cliccando sull’icona “Entra in Bottega!”, si ha modo di entrare con una webcam nelle loro cucine e di poter parlare direttamente con lo chef che prepara i piatti in quel momento, potendogli fare domande e richieste ad hoc. E’ una cosa davvero sensazionale: si ha la percezione di poter avere piatti sani, buoni e personalizzati direttamente dalla cucina dello chef a casa propria!

Dopo il successo su Firenze, questo nuovo brand verrà presto replicato in una serie di altre Città italiane: Venezia, Verona, Padova, Roma, Torino e, prima di tutte, Milano, che partirà già dal prossimo mese di Giugno. Il progetto è quello di un franchising digitale, con uno scambio gastronomico tra le diverse Città.

Quello di Gastronomia Firenze è un esempio emblematico di uno dei punti individuati nel nostro Magazine come fondamentali per progettare una nuova Customer Experience (“E’ tempo di riprogettare una nuova CX”) nell’era del “dopo Covid”: “Reagire velocemente al cambiamento dei comportamenti dei clienti da una parte e riprogettare le proprie offerte dall’altra”.

Loro ci sono riusciti, e in modo sorprendentemente efficace ed innovativo.

FOODSCOVERY: I DUE LATI DELLA CUSTOMER EXPERIENCE

A chi non è mai capitato, andando all’estero, di sentire la mancanza della cucina di casa?

Quella Italiana, poi, si sa, manca un po’ a tutti, Italiani e non, tanto che spesso viene copiata, imitata, richiamata in diversi prodotti (un fenomeno che si chiama Italian Sounding) ma anche in diversi format di ristorazione (Vapiano è la più estesa catena di ristoranti italiani – sono 150 in 30 Paesi – tutta.. Made in Germany!).

Oltretutto, l’Italia è caratterizzata da una varietà incredibile di prodotti eccellenti, che a volte rimangono sconosciuti agli stessi italiani. Non solo – tra gli altri –  mozzarella di bufala, parmigiano reggiano o barolo, ma anche la marmellata mandarella, il torrone aelion, la crema di lumache e ceci alla cantalupese o il tè verde al limone verdello di giarre..

Dopo aver vissuto all’estero sentendo spesso la mancanza di un vero pasto italiano, dopo aver sviluppato una piattaforma di e-commerce in oriente e dopo aver “scoperto” un mondo di produttori unici ed eccellenti, Mario Sorbo e Fabio di Gioia si mettono al lavoro con lo scopo di portare al consumatore italiano, prima, e di tutto il mondo, poi, i prodotti di quelle piccole realtà come pasticcerie, torrefazioni, aziende agricole, botteghe che popolano l’Italia.

Così nasce Foodscovery, un marketplace che riunisce prodotti pregiati che vengono spediti al cliente direttamente dal produttore. Una sorta di Km Zero virtuale, in grado – addirittura – di far arrivare in Germania dei cannoli siciliani freschi di giornata.

Foodscovery non è solo uno strumento di relazione acquisto/vendita tra compratore e venditore, Foodscovery racconta la storia del prodotto e del produttore, facendo scoprire allo stesso cliente italiano “pezzi” del proprio Paese che lui stesso non conosceva.

Il lavoro scrupoloso e attento, dalla selezione dei produttori e dei loro prodotti (all’ultima edizione del Pitti Taste, gran parte dei produttori partecipanti erano presenti sulla piattaforma), alle modalità di spedizione (che adottano all’occasione un packaging isotermico refrigerante studiato e creato ad hoc), fino al customer care (che spesso anticipa i problemi legati al ritardo delle spedizioni), stanno largamente ripagando Foodscovery che, a poco più di un anno dal lancio ufficiale del 7 Ottobre 2014, è arrivato ad avere una percentuale di riacquisto dai suoi clienti (ad oggi in larga parte italiani) del 30%, un aumento dello scontrino medio da 40 a 55/60 euro, ben 4000 recensioni sul proprio sito e un’offerta di 1.200 prodotti da 150 produttori diversi.

Ma il successo di tutto questo? Sta nell’approccio e nell’esperienza che Mario Sorbo e Fabio Di Gioia offrono ai loro clienti: l’acquirente e il produttore. Un approccio ritagliato sulle loro caratteristiche e le loro esigenze, un approccio che parla – da una parte –  il linguaggio di un superconsumatore attento e alla ricerca di novità di qualità e sempre più connesso online, che non si accontenta di acquistare prodotti, ma che vuole conoscerne la storia e poterli ricevere freschi anche se arrivano da lontano. Dall’altra il linguaggio di piccole realtà produttive, che, spesso, sono noti solo nel loro territorio e non hanno la forza di farsi conoscere oltre, realtà che – a volte – non sono ancora use alle novità tecnologiche che gli ultimi anni ci stanno imponendo, tanto che Foodscovery ha creato per loro la possibilità di risposta agli ordini via sms.

Un approccio del genere ha generato fin dall’inizio un ottimo passaparola, sia tra i produttori stessi (che, come ci spiega Mario Sorbo “all’interno di una certa nicchia di settore, si conoscono tutti”), che tra gli utenti della piattaforma, consegnando a Foodscovery le chiavi per un lungo successo.

Nel frattempo, potete gustarvi una deliziosa anteprima guardando questo video!

#ITALIANFASTCASUAL

In Italy experts and specialized media are starting buzzing about Fast Casual, looking not only at big restaurant chains overseas, but also at brands with a moderate number of restaurants. Both of them are extremely effective in offering a Customer Experience consistent with the values they propose: their concept offer, together with the kind of menu, product, time band and environment, is becoming more and more specific. So, next to super big such as Chipotle, Jimmy Johns, Panera Bread, Firehouse Subs etc, smaller but fast growing brands such as Lemonade, Modmarket, Elevation Burger, Twisted Root and many more stand out.

Italy looks overseas but it seems it hasn’t realized yet that Fast Casual is there as well, and since a quite long time. The reason is quite easy: Italy has got Fast Casual in its blood! Speed, quality and customer understanding are the reasons why!

Panino Giusto: The new panino signed by Chef Claudio Sadler
Panino Giusto: The new panino signed by Chef Claudio Sadler

First of all, Fast Casual was born in Italy many years ago when in 1979 Panino Giusto, one of the top player of this specific segment in restaurant industry, was founded. Today the brand counts about thirty restaurants among Italy, London and Japan, opening very soon in United State as well.

Nowadays speed is an increasingly important requirement for people living and working in urban areas and no client would ever think of spending two hours seated at a table for a lunch.

Quality and attention to the client are Italian restaurants’ feather in the cap since always, so now it’s all about getting up to date knowing precisely the client and offering to him an ultimate Customer Experience aligned to the brand’s value.

Pisacco: #italianfastcasual in Milan
Pisacco: #italianfastcasual in Milan

Not considering the menu and products which are not superior to the italian ones, Chipotle wouldn’t be a 22 billion dollars without offering an ultimate Customer Experience to its clients. The same works for Jimmy Johns that wouldn’t have the resources and the energy necessary to open one restaurant per day (in March 2015 Jimmy Johns restaurants are 2.166!)

Ham Holy Burger: #italianfastcasual burger
Ham Holy Burger: #italianfastcasual burger

Without really knowing it, many italian brands take part to this revolution in terms of speed, quality and attention to the client. We have already talked about some of them such as Pisacco, Panini Durini, Vasiniko, Ham. Obicà and Ca’pucino. We could list countless of them, but we prefer to nurture each one carefully.

Italian Fast Casual is a true italian excellence that is very likely to be exploited, developed and brought into the world even anticipating those american giants that have already set their eyes on italian market.

We have launched the hashtag #italianfastcasual and we invite you to write to

to know which are the first steps to offer an ultimate Customer Experience in your own brand and restaurants, according to the traditional Italian experience regarding the quality of the product and the service.

THAT’S PANINO, L’ARTE TUTTA ITALIANA DI FARE, DIRE E RACCONTARE IL PANINO

That’s Amore, cantava un tempo Dean Martin. Rendendo immortale e famoso in tutto il mondo il modo di amare italiano. Un amore nato con una pizza, un buon vino e una tarantella napoletana. Niente di più italiano, in effetti.

Tanto italiano come il panino, una tradizione che trova le sue origini nell’ormai lontano 1800, quando altro non era che un “piccolo panetto da inzupparsi in caffè o cioccolata”. L’uso del termine per qualche tempo si è intrecciato con il cugino inglese sandwich, che deve la sua “invenzione” a John Montaigu, conte di Sandwich, appunto.

Il “panino” universalmente noto è un concetto (e un prodotto) che forse più di tutti gli altri ha subito gli effetti della glocalizzazione: tanto amato in tutto il mondo che in tutto il mondo è stato esportato, adattandosi agli usi e ai costumi del Paese di arrivo.

Nasce il magazine That’s Panino

Da qui il desiderio di “rivendicare” l’italianità e “l’intraducibilità” del panino italiano: “Ci sono parole che non sono traducibili, perché portano con sé valori, sogni, storie, culture, tradizioni, imprese di uomini e di donne che parlano solo una lingua, quella italiana”. Questo è il “dream” di That’s Panino, il nuovo magazine da oggi online che vuole cantare il panino come sinonimo di Made in Italy, e di tutti quei valori di eccellenza, qualità, tradizione, gusto e bellezza che ne derivano.

Il panino raccontato a 360°, nella cultura, nei libri, nelle fiere e nelle mostre, il panino raccontato dalle persone e dalle ricette, il panino e la salute e il panino e le succulente curiosità che stimoleranno l’appetito del lettore.

Fino a un’interessante rubrica tutta dedicata al “Fast Casual”, una nuova cultura, un nuovo modo di fare ristorazione che si inserisce tra il “Fine Dining” e il “Fast Food”. Si tratta di un segmento che sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo e che vede la sua eccellente espressione italiana nella famosa catena di ristorazione milanese Panino Giusto (clicca qui).

Questa iniziativa editoriale vuole radunare “imprese, università, associazioni, distretti, esperti, chef e persone amanti della bellezza e del gusto” tutto italiano di fare, dire e raccontare panini.

Per dare un morso a That’s Panino clicca qui.

Customer Experience negativa: «SE NON È LÌ, VUOL DIRE CHE NON L’ABBIAMO»

Mettete un weekend di luglio in Sicilia, una cena con la persona a cui pensate sempre, una serata indimenticabile a Letojanni e un altrettanto indimenticabile piatto di spaghetti alla Norma, una specialità di Catania rivolta come omaggio alla più bella opera del celebre compositore catanese Vincenzo Bellini. Aggiungete anche, da parte del proprietario del ristorante, un’apologia degna del filosofo e scienziato conterraneo Archimede sul basilico fresco (da mettere sopra la ricotta salata) «indispensabile per conferire alle melanzane il vero sapore da Norma». Mettete infine la splendida occasione di avere, a ottobre, a cena a Milano quella persona speciale e la sorpresa di prepararle… spaghetti alla Norma!

letojanniNon vi resta che una splendida customer experience in uno dei migliori centri commerciali italiani alla ricerca degli ingredienti raccomandati pregustando l’esperienza della cena. Pieni di entusiasmo trovate tutto, meno l’indispensabile basilico fresco che faticate a vedere fra i banchi della verdura. Per questo vi avvicinate al desk delle informazioni messo in fantastica mostra con un’insegna che più luminosa non si può: il posto giusto per chiedere lumi! In tre frasi entusiaste riuscite a domandare se è possibile comprare del basilico caricando, ovviamente, di estrema importanza la ricerca del decisivo ingrediente. «Se non è lì, vuol dire che non l’abbiamo» risponde l’addetta al customer information senza alzare gli occhi dal pc e col tono di chi presume che non è poi un gran problema non avere il basilico. Nessun problema per lei, non così per voi, che ve ne andate stizziti alla ricerca di chi capisce di più l’importanza di quella cena e di quel basilico!

Ha ragione Kerry Bodine nel suo best seller Outside In quando dice che “il cliente la prende sempre sul personale!”. È così chiaro il legame fra customer experience e relazione col personale che il problema del suo coinvolgimento negli obiettivi del cliente (e quindi in quelli aziendali) è sempre più decisivo. In Inghilterra addirittura cresce il movimento “Engage for success” (www.engageforsuccess.org) per trovare le migliori modalità di coinvolgimento dei collaboratori. In Italia abbiamo lanciato Italian Customer Intelligence e anche di “engagement” parleremo il 20 novembre a Milano con Kerry Bodine, già vice presidente della Forrester Research e superstar della customer experience.

Per saperne di più e per poter partecipare all’evento scrivi a info@italiancustomerintelligence.it

TRA DUE, TUTTO IL MONDO – IL CASO DI PANINO GIUSTO

Panino Giusto sbarca nel cuore di Milano e, anche se la sua attività può ormai vantare più di trent’anni d’esperienza, il suo, oggi, sembra davvero un nuovo inizio.  Il nuovo locale apre in via Borgogna 5, a san Babila, nel centro di Milano. E ci arriva, proprio perché è veramente un marchio milanese – ha 15 locali tra città e hinterland  – che è riuscito a entrare nel cuore di ciò che Milano da sempre fa: mettere in risalto le eccellenze che arrivano da ogni parte del mondo.

panino giusto dentroAllo stesso modo si è anche comportato Panino Giusto. È riuscito a valorizzare al meglio il food italiano grazie al suo fast casual, unendo cioè alla qualità del prodotto e dei suoi ingredienti la velocità del servizio. Una delle loro ultime creazioni è “Tra i due”, un panino ideato dal grande chef Claudio Sadler.

Inoltre dal 2012 ha aperto un’Accademia, luogo che con formazione culinaria ospita anche appuntamenti culturali, oltre che la prima Biblioteca tematica sul panino.

Negli anni Panino Giusto è riuscito a espandere i suoi valori e le sue tradizioni aprendo locali in Giappone e sbarcando anche nella city londinese. Questa capacità di valorizzare quello che può andare tra due fette di pane è sempre stato per Milano sinonimo di internazionalizzazione. E la storia di Panino Giusto lo dimostra.

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