TAKE IT SLOW

Una volta andava in onda uno spot pubblicitario che recitava: “contro il logorio della vita moderna”. E, nonostante siano passati parecchi anni, io quello spot me lo ricordo ancora così come quella iconica frase che, di tanto in tanto, ripeto a bassa voce quando le cose sembrano andare troppo di fretta. Va da sé che è una frase che ripeto quindi molte volte.

Conosciamo tutti benissimo cosa quel “logorio” voglia dire, per me ha il significato del tempo che non è mai abbastanza, dei libri lasciati a prendere polvere sullo scaffale, delle serie tv da recuperare, degli impegni che non entrano più in agenda. Un signor Tempo che non ce la fa più, che si agita senza sosta nella sua casa piena di orologi. Senza pause, senza sosta, persino il tempo stesso si consuma.

Mi viene in mente allora un altro modo di dire quanto mai attuale oggi: “chi si ferma è perduto”. Ma perduto dove? E soprattutto perché? Perché fermarsi dovrebbe significare perdere qualcosa?

Il signor Tempo, in questi giorni, e noi con lui, è stato parecchio impegnato e prospetta di esserlo davvero per un bel po’, visto che si avvicina quella festa per la quale non può davvero riposare un minuto. Quindi giù di ore da economizzare, minuti da recuperare e secondi da non lasciarsi sfuggire. Un giro al centro commerciale per portarsi avanti con i regali, il viaggio da organizzare, l’albero da montare, le offerte da non lasciarsi sfuggire perché durano un solo giorno.

Slowvember

In questa frenesia nota anche come Black Friday, il tempo frenetico della vita moderna si unisce a una sensazione improvvisa di necessità. Come il bisogno di comprare un nuovo televisore, un nuovo armadio, un nuovo qualcosa perché è il Black Friday e “chi si ferma è perduto”. Così, spinta anche io da una pulsione primordiale, vado a dare un’occhiata al sito di Deciem, rivenditore ufficiale del marchio The Ordinary, e il benvenuto mi lascia spiazzata. Si tratta di un invito ad andare piano, a prendersela comoda perché gli sconti non vanno da nessuna parte. A me, di primo acchito, quel benvenuto suona di mossa di marketing strategica (e in fin dei conti lo è) ma c’è una sensazione rassicurante inizia pervadermi man mano che navigo nel sito.

Inizio a sentirmi come la tartaruga della favola mentre il resto del mondo continua a impersonare il ruolo della lepre.

Tranquilla e placida, arrivo alla mia meta, riempiendo il carrello di prodotti che effettivamente mi servono e che non scelgo in maniera impulsiva e frettolosa. Un sito dove sembra che il signor Tempo abbia deciso di prendersi una piccola pausa, dove io stessa posso permettermi di trascorrere dieci minuti in più. E se è vero che quella di Deciem è una manovra strategica a tutti gli effetti, dal titolo autodescrittivo alla presentazione nella Home, è vero anche che gli effetti sono simili a quella di una camomilla prima di andare a dormire. Questo Slowvember, questo invito a braccia aperte, ha riscosso un enorme successo andando a toccare certe corde sensibili che tutti noi conosciamo bene.

Niente di ordinario

Un Black Friday straordinariamente “ordinario”, come il nome del brand più conosciuto sul sito di Deciem. The Ordinary è un marchio di cui si parla tanto, dai prezzi competitivi e dalle mille formule. Io, che con la skincare sono passata da atea a convinta seguace, mi sento un po’ piccolo chimico mentre seleziono i prodotti e costruisco un set adatto alle mie esigenze. Acido ialuronico, niacinamide, peptidi e retinolo non sono più nomi a caso all’interno di una lezione di chimica ma formulazioni che ho imparato a conoscere, apprezzare e fare mie.

Ho imparato in questo modo a mettere in pausa “il logorio della vita moderna” anche solo per cinque minuti, circondata da boccette come nell’antro di una strega. Il signor Tempo a volte mi bussa perentorio dicendo che devo sbrigarmi, che sto perdendo attimi preziosi ma per cinque minuti in più non si muore mica. State tranquilli.

Siciliana nel cuore, è nata nel 1994 a Catania dove è cresciuta tra il profumo dei limoni e il sapore di salsedine. Fin da bambina le piace raccontare storie ed è questo amore smisurato a spingerla tra le braccia della letteratura. Si laurea in Lettere Moderne ma adesso la città dove è cresciuta le va troppo stretta e decide di avventurarsi oltre i confini della sua isola. Si trasferisce a Bologna dove, sotto i portici, trova e annota nuovi racconti di vita. Accolta presso il campus di eccellenza Camplus Alma Mater, si laurea infine Letterature moderne, comparate e postcoloniali con una tesi sul folklore e Stephen King, il maestro letterario di sempre. Eppure sa che per ogni storia che finisce un'altra aspetta solo di essere ascoltata e lei non vede l'ora di sapere di quale sarà.

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