UN PACKAGING FATTO BENE

McDonald: “buono per tutti!”

Una conquista bellissima fatta da McDonald… il primo moto istintivo è quello di dire: “sono dei geni”. Ma, riflettendoci bene, si coglie che al fondo di questo nuovo packaging ci sia una grandezza che va ben oltre la funzione “meccanica” che agevola la presa del panino.

È un packaging innovativo che porta con sé un messaggio molto importante. Chi vive una disabilità spesso si scontra con una società che genera confini di diversità. A volte si radica in modo ancora più incisivo uno sguardo sulla disabilità che “fa sentire davvero diversi”, che ci allontana e, nell’esclusività di certe dinamiche, che rischia di acuire un ulteriore distacco e senso di esclusione.

Invece, il packaging proposto nella pubblicità di McDonald, per come viene raccontato, diventa inclusivo. Ci conquista perché ci fa scoprire i tratti di una nuova concezione di normalità. Non si evince in alcun modo quel messaggio del “faccio qualcosa di speciale per te che sei diverso”, ma piuttosto: “vieni a mangiare il panino… non ti accorgerai di alcuna differenza”.

È stato trovato un packaging inclusivo, “buono per tutti”. Pensare in modo inclusivo ci fa sentire tutti dalla stessa parte, tutti voluti e preferiti nell’esperienza da vivere da soli, con gli amici, con la famiglia…

È un packaging fatto bene, che abbatte il muro tra la “disabilità” e quella che in modo volgare viene definita da tutti “normalità”.

Consultant di Praxis Management e Contributor di News & Customer Experience. Nasce a Venezia nel 1994, frequenta il Liceo Classico, si laurea nel 2016 presso l’Università Bocconi in Economia e Management per Arte, Cultura e Comunicazione. Affronta il mondo della comunicazione e del marketing con esperienze trasversali in diversi media (Web TV, Radio, Giornalismo). Inoltre fonda “BFood-Bocconi Students Food Association”, una delle associazioni studentesche più attive in università. Prosegue gli studi magistrali in Storia dell’Arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ottenendo il massimo dei voti con lode con una tesi intitolata: “Arte Contemporanea Africana, nelle mostre internazionali e nei mercati dell’Arte: il ruolo del critico Okwui Enwezor e l’opera di El Anatsui”. Si avvicina al mondo dei mercati dell’Arte grazie ad una breve esperienza di formazione presso il Sotheby’s Institute of Art di Londra ed in seguito presso la sede milanese della Casa d’Aste Wannenes. Studia l’applicazione della Customer Experience nel settore dell’Arte e della Cultura. mail: andrea.telesca@praxismanagement.it

Latest from Food & Customer Experience

Go to Top