IL PIACERE DI ASPETTARE (CHE LA PASTA SI CUOCIA)

Barilla e la playlist che esalta l’attesa

7 minuti o un’infinità? Quando si aspetta che la pasta cuocia, il tempo sembra non trascorrere mai. Barilla ha trovato la soluzione per rendere l’attesa più piacevole: è tutta questione di serotonina e dopamina!

Pochi giorni fa ha fatto la sua apparizione su Spotify la Playlist Timer firmata Barilla: è questa la strategia che il colosso della pasta italiana ha scelto per rispondere al dibattito – ormai da mesi in corso sui social – legato alla difficoltà di scovare il tempo di cottura sulle confezioni di pasta. Già altri brand si erano cimentati nell’impresa, ma questa volta non ci sono dubbi: la Playlist Timer ha sbaragliato la concorrenza in quanto ad originalità e a reazioni suscitate.

In breve: ad ognuno dei principali tipi di pasta Barilla è stato associato un brano la cui durata è la stessa del loro tempo di cottura. Il concept “cuoci la pasta a tempo di musica” parla chiaro: si buttano gli spaghetti, i fusilli o i maccheroni ad inizio canzone e li si scola al termine, nel frattempo ci si gode l’atmosfera.

@Barilla

Oltre ad aver ovviamente molto fatto parlare di sé, il connubio di musica e carboidrati si rivela vincente anche da un punto di vista biologico e psicologico. La pasta e la musica sono due antidepressivi naturali. La prima stimola la produzione di serotonina, una sostanza nota anche come “l’ormone del buonumore”, riconosciuta per le sue proprietà antistress; la seconda invece rilascia dopamina nel cervello, che incrementa il senso di benessere della persona. È così che l’attesa della cottura della pasta si trasforma in vero e proprio piacere… soprattutto per i nostri neuroni! Se poi a questa ricetta magica aggiungiamo che entrambe favoriscono una naturale regolazione del sonno e che sono fonte di prevenzione dalle malattie neurodegenerative, la Playlist Timer non può che apparirci come un toccasana.

Ma c’è di più.

La musica diventa così il preludio perfetto, vero strumento di sublimazione della pietanza che ci aspetta: essa accompagna i minuti dell’attesa e li riempie di valore. L’inizio della musica dà il “la” all’avventura della pasta. Grazie a questa playlist, pensata e dedicata a lei, l’attesa della cottura non è più solo “pregustare”, bensì “gustare” a tutti gli effetti; assaporare; godere, non soltanto del risultato, ma dell’intero percorso di preparazione.

Barilla non ci sta più solo dando una confezione di maccheroni o di linguine, ci sta offrendo un’esperienza: sensoriale, affettiva ed emotiva. Sappiamo tutti come i suoni, orecchiabili ed ascoltati a ripetizione siano in grado di rimanere impressi nella memoria anche per anni. Ad ogni riproduzione riviviamo un momento, rivediamo un’immagine, riproviamo un sentimento. È un po’ come la madeleine per Proust. La musica attiva la nostra memoria involontaria e ci riporta indietro nel tempo. È così che ogni volta che risentiremo le musiche della playlist, potremo rivivere l’esperienza della pasta, o meglio, tutte le esperienze della pasta: le farfalle al ragù della nonna, gli spaghetti alla carbonara alle quattro di notte dopo la discoteca; le prime linguine alle vongole nella casa nuova. Riassaporeremo i profumi dei sughi, rivedremo i colori delle tavole, risentiremo i rumori delle risate o semplicemente il suono dell’acqua che bolle. Ripenseremo a tante cose: tra queste, sicuramente anche a Barilla.

Insomma, non sappiamo se chi ha creato la Playlist Timer si fosse prefigurato tutto questo; quello di cui siamo certi è che, per un motivo o per l’altro, ascoltarla ci farà bene, e non solo perché non mangeremo mai più pasta scotta!

Nata a Bergamo nel 1996 dopo aver vissuto cinque anni da studentessa fuori sede è tornata a casa ed ha intrapreso un percorso come stagista e-commerce Specialist presso Legami e come Contributor di News & Customer Experience. Appassionata di letteratura (in particolare di quella francese) si è trasferita a Milano presso il collegio di eccellenza Camplus Città Studi, lì ha potuto approfondire i suoi interessi e ha conseguito una laurea triennale in Lingue e Letterature Straniere all'Università Statale per poi proseguire il suo percorso in Lingue e Culture per la Cooperazione Internazionale presso il medesimo ateneo; si sta per laureare con una tesi sul linguaggio inclusivo in Francia. Si è avvicinata al mondo del Digital Marketing grazie ad un Master che le ha permesso di coniugare la sua vena umanistica con quella più commerciale: cerca la poesia ovunque.