“BOTTIGLIA IN VISTA!”

Colombo, la nuova scoperta: Customized OLive Oil Metallic BOttle

Colombo è una delle tante innovazioni nate dal Gruppo ASA, una società che opera nel B2B, che è interessata ai propri clienti, ma non solo! Anche ai clienti dei propri clienti, ma non solo! A tutti i passaggi che il proprio prodotto farà fino al riciclo.

Un’attenzione che mette in luce un’analisi accurata di tutte le fasi che incontrerà il prodotto, dalla fabbricazione fino al riutilizzo dopo l’uso.

Il Gruppo ASA è leader nella creazione di packaging in metallo sin dal 1961. Ha lanciato sul mercato la bottiglia Colombo, nome nato dall’acronimo Customized OLive Oil Metallic BOttle.  Come mostra il video pubblicato sulla pagina LinkedIn del Gruppo Asa, lo studio della bottiglia ha a cuore persino il rischio che possa reggere l’impatto al suolo, nel caso in cui scivoli di mano ad uno degli addetti alle vendite: quante volte sarà accaduto di rompere una bottiglia d’olio durante la fase di allestimento degli scaffali dei supermercati?

Siamo riusciti ad intervistare Michele Amati (Direttore Commerciale e Marketing del Gruppo ASA) che ci ha raccontato come è nata l’idea di questa innovazione nella loro impresa: “è un progetto che nasce quasi dieci anni fa e si ispira all’uovo di Colombo, – un’idea che giunge ad una soluzione insospettabilmente semplice ad un problema apparentemente impossibile – infatti, chi la scopre immediatamente verifica le grandi potenzialità a livello di qualità e di usabilità. Siamo partiti dalla certezza che il metallo fosse un materiale ottimo per preservare le qualità organolettiche dell’olio che, oltretutto, è fotosensibile ed in questo modo non incontra mai la luce! Ma la vera innovazione è cominciata quando, nel corso di questi anni, abbiamo iniziato ad immedesimarci nei panni dei nostri clienti, chiedendoci in quale modo il prodotto potesse rispondere alle loro esigenze e a quelle dei clienti dei nostri clienti. Un lavoro che ci ha anche portato ad affrontare delle difficoltà… ad esempio la parte più difficile da realizzare è stato il collo della bottiglia. L’idea è passata al vaglio di un gruppo di lavoro che ha dovuto sperimentare, informarsi sul mercato, comprendere le potenzialità e superare ostacoli tecnici. Il nostro obiettivo però era chiaro: volevamo produrre una bottiglia che fosse veramente ben fatta per il consumatore finale e che non richiedesse alcun tipo di modifica nelle linee di riempimento dei nostri clienti

Nel processo innovativo che ci ha raccontato Michele Amati, vediamo proprio quelle caratteristiche annunciate nel Genio Collettivo: un processo creativo che porta ad un’innovazione che può fare la differenza e che tutti noi, guardandolo, pensiamo… ma perché non ci abbiamo pensato prima?… Perché non basta l’idea, ma bisogna che l’idea venga incanalata in un processo innovativo in cui si incontrano ostacoli, in cui bisogna sperimentare e farsi davvero tantissime domande.

Ecco, noi oggi vediamo una bottiglia di metallo, ma chi l’avrebbe mai detto che dietro a tale idea ingegnosa ci fossero dieci anni di lavoro alle spalle?

Un’innovazione che ci vuole far pensare ad una scoperta talmente rivoluzionaria che riporta alla mente il mitico esploratore Cristoforo Colombo. Infatti, il prodotto potrebbe conquistare il mondo, considerando la facilità di trasporto… e l’olio italiano potrebbe ri-scoprire l’America, puntando ad un futuro costituito da:

  • Qualità
  • Rapidità
  • Agilità
  • Riciclo
  • Estetica

Proprio così, non si sono proprio risparmiati, perché la bottiglia può essere facilmente “customizzata” (personalizzata) dando grande spazio alla creatività di chi sceglie la bottiglia Colombo per vendere il proprio prodotto oleario.

In tal modo, in brevissimo tempo, osserveremo crescere questa tendenza che ci porterà a dimenticarci delle ingombranti, e spesso pericolose, bottiglie di vetro, per veder fiorire un nuovo modo di pensare alla bottiglia dell’olio, che garantisca maggiore qualità in termini di mantenimento delle proprietà organolettiche e maggiore funzionalità nel trasporto, riducendone i costi e l’impatto sull’ambiente.

Il prodotto, non per ultimo, entra nella lista degli elementi green di cui si potrebbe vantare l’intera filiera. Infatti, il metallo è un materiale riciclabile all’infinito poiché non perde le sue proprietà anche dopo la ri-lavorazione. Non a caso è tra i finalisti del Best Packaging Award che premia i migliori packaging progettati in Italia o commercializzati sul territorio nazionale, che quest’anno ha riposto il focus sul Quality Design per valorizzare le soluzioni che si distinguono in termini di progettualità.

Consultant di Praxis Management e Contributor di News & Customer Experience. Nasce a Venezia nel 1994, frequenta il Liceo Classico, si laurea nel 2016 presso l’Università Bocconi in Economia e Management per Arte, Cultura e Comunicazione. Affronta il mondo della comunicazione e del marketing con esperienze trasversali in diversi media (Web TV, Radio, Giornalismo). Inoltre fonda “BFood-Bocconi Students Food Association”, una delle associazioni studentesche più attive in università. Prosegue gli studi magistrali in Storia dell’Arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ottenendo il massimo dei voti con lode con una tesi intitolata: “Arte Contemporanea Africana, nelle mostre internazionali e nei mercati dell’Arte: il ruolo del critico Okwui Enwezor e l’opera di El Anatsui”. Si avvicina al mondo dei mercati dell’Arte grazie ad una breve esperienza di formazione presso il Sotheby’s Institute of Art di Londra ed in seguito presso la sede milanese della Casa d’Aste Wannenes. Studia l’applicazione della Customer Experience nel settore dell’Arte e della Cultura. mail: andrea.telesca@praxismanagement.it

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