TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, LA VISITA MULTIMEDIALE

Una biglietteria che supera le aspettative

Il Teatro Olimpico di Vicenza: patrimonio culturale dell’umanità

Mi sono imbattuto in una bellissima esperienza, in qualità di visitatore di un celeberrimo monumento italiano: il Teatro Olimpico di Vicenza. Esso è considerato a livello mondiale un esempio unico ed irripetibile di architettura tardo-cinquecentesca. Si tratta di un capolavoro, progettato dal maestro Andrea Palladio, l’architetto delle antiche ville venete. Nel 1994 il teatro è stato riconosciuto patrimonio culturale dell’umanità. Tuttora è sede di numerose iniziative culturali, spettacoli e concerti. Siamo di fronte ad uno dei teatri coperti più antichi ed affascinanti del mondo. Ubicato nel centro storico di Vicenza è facilmente raggiungibile ed è una meta molto ricercata dai turisti e dalle scuole. Tuttavia, la città di Vicenza è una delle innumerevoli mete turistiche del Veneto, che offre davvero infinite possibilità al turista appassionato di Arte e Cultura. Vive a pieno la competizione con altre realtà: Padova, Verona, Treviso, Venezia…. Il Teatro Olimpico è una delle attrazioni distintive di Vicenza.

La nuova visita multimediale

Per visitare il Teatro è necessario pagare un biglietto, con la possibilità di effettuare il percorso in solitaria, e, in alternativa – ed è questa la vera novità – hanno istituito una nuova modalità di visita:

“Buongiorno, vorrei visitare il Teatro Olimpico”

“Se lo desidera, tra 15 minuti inizia la visita multimediale.”

“Di che cosa si tratta?”

Il Teatro Olimpico ha deciso di sviluppare una nuova forma di visita. Si tratta di un’iniziativa sostenuta dal Comune di Vicenza. Alessandro Baricco e la Scuola Holden (incentrata sullo story-telling, narrazione, comunicazione e performance) hanno collaborato per valorizzare la visita. Hanno creato un percorso dove si è accompagnati da una narrazione multimediale. Un tablet assegnato a ciascuno permette di approfondire le varie parti del teatro – aiutando il visitatore a puntare lo sguardo su ciò che è più importante – ma la parte più interessante riguarda lo spettacolo di luci. Luci, suoni, musica, permettono di entrare dentro al monumento. Sono stato travolto dalle emozioni, era da tempo che non vivevo il sogno di entrare nella dimensione del passato. Seduti tra gli spalti, tutti i visitatori sono rimasti a bocca aperta. Oggi il Teatro Olimpico me lo porto nel cuore. Non era la prima volta che lo visitavo, ma la favola, così raccontata, mi è rimasta impressa.

La biglietteria: dove comincia la vera esperienza multimediale del Teatro Olimpico

Che cosa ho imparato? Che non basta visitare una cosa bella, ma come la visito, il modo in cui mi viene proposta, determina profondamente il ricordo dell’esperienza. Il Teatro Olimpico di Vicenza è un esempio eloquente, da cui poter prendere esempio su come rendere speciale la visita.

Ma chi devo veramente ringraziare? La biglietteria. Se non mi avessero avvisato che se avessi atteso 15 minuti, sarebbe partita la nuova modalità di visita multimediale, non avrei potuto portare a casa un’esperienza indimenticabile. L’attenzione, più o meno consapevole, dell’addetto alla biglietteria è stata per me essenziale. La mia esperienza presso il Teatro Olimpico è iniziata prima della visita del monumento, con il primo punto di contatto: la biglietteria.

Consultant di Praxis Management e Contributor di News & Customer Experience. Nasce a Venezia nel 1994, frequenta il Liceo Classico, si laurea nel 2016 presso l’Università Bocconi in Economia e Management per Arte, Cultura e Comunicazione. Affronta il mondo della comunicazione e del marketing con esperienze trasversali in diversi media (Web TV, Radio, Giornalismo). Inoltre fonda “BFood-Bocconi Students Food Association”, una delle associazioni studentesche più attive in università. Prosegue gli studi magistrali in Storia dell’Arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ottenendo il massimo dei voti con lode con una tesi intitolata: “Arte Contemporanea Africana, nelle mostre internazionali e nei mercati dell’Arte: il ruolo del critico Okwui Enwezor e l’opera di El Anatsui”. Si avvicina al mondo dei mercati dell’Arte grazie ad una breve esperienza di formazione presso il Sotheby’s Institute of Art di Londra ed in seguito presso la sede milanese della Casa d’Aste Wannenes. Studia l’applicazione della Customer Experience nel settore dell’Arte e della Cultura. mail: andrea.telesca@praxismanagement.it