ILARIA CHIARA LA MALFA E UNA MERENDA NELLA CASA DELLE BAMBOLE

IlariaDa brava calabrese, Ilaria Chiara è sempre stata una buona forchetta. E da brava trapiantata a Milano ha affinato un gusto molto internazionale. I dolci sono il suo punto debole e non ha paura di esplorare e di scoprire le novità che il capoluogo lombardo non manca mai di proporre. Un passato da “Nanny” (ha visto Matilde crescere e le loro avventure sono una leggenda tra i suoi amici) e un presente nell’organizzazione di eventi, Ilaria ha un gusto raffinato e decisamente esigente. Oggi racconta a CX and the City, la rubrica che raccoglie, direttamente dalla voce dei protagonisti, storie di esperienze di acquisto memorabili, perchè è così entusiasta di Vanilla Bakery, il locale-bomboniera che in questi giorni festeggia i tre anni di apertura, specializzato in american food di qualità.

CX AND THE CITY

Come ha scoperto il brand di Vanilla Bakery e il suo locale?

vanilla1Cercavo un posto carino dove andare a fare merenda con Matilde e, sfogliando una rivista, trovai un’intervista a Cristina Bernascone che raccontava del locale che aveva appena aperto. L’articolo era corredato da bellissime foto di quello che sembrava proprio una casetta delle bambole: il posto perfetto per un pomeriggio con la bambina.

Nel decidere di optare per Vanilla Bakery, lo ha confrontato con altri o lo ha scelto perché ha catturato la sua attenzione all’improvviso?

Cercavo qualcosa di speciale. Da qualche mese non ero più la Nanny di Matilde, ma eravamo rimaste in contatto. Ci sentivamo spesso ma non riuscivamo a vederci di frequente. Quel pomeriggio, dopo tanto tempo, volevo coccolarla un po’ e, non appena “scoperto”, Vanilla Bakery mi è sembrato davvero il posto perfetto. Era totalmente “fuori zona”, ma ci andammo comunque.

Quale suo personale bisogno o quale desiderio prometteva di soddisfare Vanilla Bakery?

Doveva essere un posto speciale. Divertente, accogliente, carino. E poi Matilde, che a Milano frequenta una scuola americana, va matta per cheesecake, cupcake, pancake e doughnut. Conoscevo altri locali che avevano quel tipo di dolci, ma Vanilla Bakery sembrava davvero adorabile.


Quando è andata da Vanilla Bakery e come si è trovata?

vanilla bakerySiamo andate una domenica pomeriggio. Il locale aveva aperto proprio da poco ed era più piccolo di quanto non sia adesso. Per questo era piuttosto pieno. Matilde e io ci siamo accomodate su un bancone con “vista cucina”. Abbiamo preso un sacco di dolcetti deliziosi. Era incredibile la varietà di scelta che avevamo a disposizione. I nostri preferiti? I cupcake gusto bounty, quello al mars, quello con la crema di pistacchio e agli oreo (un biscotto molto famoso negli Stati Uniti, ndr).

L’esperienza da Vanilla Bakery ha soddisfatto in pieno il bisogno iniziale per cui vi si era recata, magari superando addirittura ogni aspettativa?

Assolutamente. Oltre a colpirmi l’estrema varietà e qualità dell’offerta, sono rimasta affascinata da tutto l’aspetto visual del locale. Un posto splendido, accogliente, curato nei minimi dettagli. Un posto che sembrava (e sembra tuttora) una casa per le bambole. Oltretutto, ricordo molto piacevolmente l’ospitalità e la gentilezza della titolare, Cristina. L’ho riconosciuta nel locale perché avevo appena letto la sua intervista. Era lì con quelle che credo fossero le sue bimbe e ha avuto un occhio di riguardo anche per Matilde.


Un motivo per cui tornerebbe?

vanillaAndare da Vanilla Bakery mi ricorda quando da piccola prendevo il tè con le mie bambole. È una sensazione splendida. È un posto molto “girlish” e io vado matta per questo genere di cose. È tutto così squisitamente femminile e l’atmosfera è molto gioiosa. Da Vanilla Bakery sembra di vivere una favola, che siano bambole, Hansel e Gretel o Alice nel Paese delle Meraviglie. E ci torno molto spesso.

Se Vanilla Bakery fosse una città, quale sarebbe?

Parigi. Un posto fuori dal tempo dove le sale da tè nelle quali gustare deliziosi pasticcini sono un’istituzione.

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