ANCORA SU “DI CHI È IL CLIENTE”?

Produttori, distributori, store, venditori si contendono il cliente proclamandolo proprio.

Con questa “proprietà “, va da sè, si rivendica anche la pretesa di conoscere a fondo il cliente, di sapere che cosa davvero vuole, a che prezzo e secondo quale esperienza da proporre. Ovviamente, la conseguenza di questa “proprietà”, e in forza di questa supposta conoscenza, ognuno cerca di influenzare gli altri attori della filiera per ottenere ciò che vede più conveniente per sé, enfatizzando la decisività del proprio ruolo.

In realtà “di chi è” il cliente lo decide il cliente stesso che vuole, questo è certo, una sempre maggiore influenza e relazione con chi davvero conta nel prodotto che acquista.

Smartphone e device vari rendono possibile e spesso facile e piacevole questa relazione diretta col brand o col produttore.

Chi sta in mezzo a questa relazione fra brand/produttore e cliente deve decidere: o aiuterà il cliente finale ad avere una relazione diretta e influente col brand/produttore (e farà fortuna) o vorrà ostacolarla candidandosi a sostituirla per non perdere “potere”, ma è proprio così facendo che lo perderà!

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